F1 Russia: Hamilton perde l’attimo, la Ferrari? Ottimismo a metà…

Chi lo avrebbe mai detto, specialmente dopo le qualifiche del sabato, che il GP di Russia avrebbe regalato un vincitore diverso da Lewis Hamilton e una Ferrari che inaspettatamente ha fatto un passo avanti? Probabilmente nessuno. Forse perché, visto lo stradominio Mercedes degli ultimi anni, ciò che tutti si aspettavano di vedere a Sochi era il campione inglese che con estrema facilità eguagliava il record assoluto di 91 vittorie di Michael Schumacher: dopo aver vinto il GP del Mugello, Hamilton si trova infatti ad un passo dal confermarsi una leggenda della Formula 1 ma a volte, si sa, basta un attimo di distrazione per rimandare la festa. Proprio ieri, infatti, Lewis Hamilton ha ottenuto non una ma ben due penalizzazioni di 5″ (per un totale di 10″) per aver violato le regole nel corso del pre-gara; nello specifico, durante le prove di partenza che solitamente le monoposto possono effettuare dalla pitlane prima di schierarsi in griglia di partenza. E così, in men che non si dica “l’uomo di Marte”, che partiva dalla pole e pensava di avere ormai in tasca una giornata storica, si è forse fatto cogliere da un momento di assoluta umanità o leggerezza, trovandosi così a dover posticipare l’appuntamento con la storia e a cedere il passo al compagno di squadra.

Ad aggiudicarsi il GP di Russia è stato infatti Valtteri Bottas, davanti a Max Verstappen e Lewis Hamilton, che dopo lo stop&go in pitlane è comunque riuscito a terminare la gara sul terzo gradino del podio. Non era quello che si aspettava, o che voleva, ma è quello che ha ottenuto, regalando invece una grande soddisfazione a Valtteri Bottas che forse ne aveva più bisogno. Con questa vittoria, a dirla tutta, sembra proprio che il finlandese abbia ritrovato quella motivazione che fin’ora non aveva affatto mostrato o realmente avuto, nonostante la sua capacità di dar fastidio (quando lui o la Mercedes vuole) al compagno Hamilton e il secondo posto in classifica piloti. I 25 punti di ieri lo hanno adesso portato a 44 lunghezze da Lewis Hamilton e, con l’astronave che entrambi si ritrovano, la lotta per il titolo iridato potrebbe essersi magicamente riaperta almeno tra i due.

Mentre la Mercedes continua a correre su un altro pianeta, potendosi anche permettere errori quasi da principianti, la Ferrari continua a cercare il modo per limitare i danni di una monoposto nata sotto la luna sbagliata. Sin da inizio campionato, la strada è stata sempre e solo in salita per Charles Leclerc e Sebastian Vettel, che devono lottare con le unghie e con i denti persino per poter arrivare almeno in zona punti. Dopo il sabato a Sochi, in cui né il monegasco né il tedesco sono riusciti a qualificarsi al Q3, anche rimanere tra i primi dieci sembrava impossibile; eppure una SF1000, quella di Leclerc, è riuscita a tagliare il traguardo in 6^ posizione, ritrovando così un rinnovato ottimismo. Anche se solo a metà, visto che Vettel non è comunque riuscito ad andare oltre la 13^ posizione, lamentando un bilanciamento del tutto assente sulla sua SF1000. Con i piccoli aggiornamenti portati dalla Ferrari proprio in Russia, soltanto il monegasco sembra infatti aver trovato un passo gara decisamente migliore rispetto a quanto visto al Mugello, che gli ha quantomeno permesso di stare tra le due Renault di Ocon e Ricciardo. Nell’attesa dunque di vedere l’aggiornamento più grande in occasione del GP dell’Eifel che si correrà l’11 ottobre 2020 al Nürburgring (Germania), la strada intrapresa dalla Rossa si pensa possa essere quella giusta stavolta. O almeno, così si spera.