Dimissioni Ferraù: dissapori con la Sigi o mossa per fare spazio a Tacopina?

Cosa succede all’interno dell’ampia dirigenza del Catania? Aria di cambiamento? Così sembrerebbe dopo le dimissioni dell’avvocato Giovanni Ferraù dalla carica di presidente del Cda della Sigi. Dimissioni avvenute come un fulmine a ciel sereno lo scorso venerdì sera, proprio dopo la visita di Matteo Salvini a Torre del Grifo. La versione ufficiale, almeno secondo quanto trapela da una missiva inviata dallo stesso Ferraù agli altri soci Sigi, è l’impossibilità di conciliare l’avventura al Catania con i troppi impegni personali. Ma nella stessa lettera specifica: “Sarò al fianco della Sigi per ogni necessità. Sempre e solo Forza Catania”. Insomma, sembrerebbe che non ci sia stata alcuna rottura con gli altri membri del sodalizio, anche se qualche voce insinua che l’avvocato Ferraù non abbia gradito di essere stato ripreso dagli altri soci della Sigi in merito alle ultime vicende, non ultima quella di Salvini, arrivato a Torre del Grifo all’insaputa di tutti.

Che sia il primo passo verso l’ingresso di Tacopina? Può darsi. L’imprenditore italo- americano esamina da mesi le operazioni del Catania con un obiettivo ben preciso: entrare a far parte del progetto e portare i rossazzurri ai livelli che meritano. Ma la situazione, senza che qualcuno ce lo dica espressamente, è chiara: Tacopina chiederebbe la maggioranza delle azioni. In altre parole: il controllo totale del Catania, a discapito della Sigi, è ovvio.

Eppure l’abbandono di Ferraù farebbe pensare a tutt’altro. Non uno qualunque, ma un visionario, un innamorato del Catania, che ha investito 50.000 euro per salvare la matricola. Alla fine, però, ciò che resta è una carica vacante, che aspetta di essere coperta da qualcun altro. Per la precisione ciò avverrà il 14 ottobre, quando si terrà l’assemblea dei soci per nominare il nuovo vertice del Cda. Negli stessi giorni Tacopina dovrebbe inviare l’offerta per il suo ingresso al Catania. Offerta che sarà valutata molto attentamente dalla Sigi. Infine, come ultimo step, sarà risolta la questione Pagliara e definito il suo ingresso nell’organigramma. E’ chiaro, se si troverà un accordo, tra meno di due settimane potrebbe essere stravolto tutto. A beneficio della squadra, sì, ma anche dei tifosi, che, tra i prezzi elevati della Card, la vicenda Pagliara, le dichiarazioni discordanti su Tacopina, l’addio inaspettato di Biagianti e la maglia regalata a Salvini, hanno qualche dubbio sulla nuova governance rossazzurra.