Covid, continuano ad aumentare i casi in Sicilia: sono 213 (89 solo a Catania)

Continua la crescita dei nuovi positivi in Sicilia come testimoniano i dati di contagio secondo il bollettino del Ministero della Salute. diffuso oggi.

I nuovi casi positivi, rilevati nelle ultime 24 ore, sono ben 213 (più 15 rispetto ieri. Salgono così a 3.549 gli attuali positivi mentre sono 405 i ricoverati in ospedale con un incremento di 7 ricoveri rispetto a ieri. Di questi sono 30 quelli in terapia intensiva e 3.144 sono i pazienti in regime isolamento domiciliare, mentre i tamponi analizzati sono stati 6.579.

Purtroppo si registrano quattro decessi che fa salire il totale sale a 326. Sono una donna, a Palermo, di 84 anni, due uomini a Catania di 89 e 74 anni e una donna di Mazara del Vallo di 72 anni.

Crescono anche i guariti che sono 108 mentre la distribuzione provinciale vede ben 89 a Catania e 59 a Palermo, 13 a Caltanissetta, 11 a Messina, 8 a Ragusa e Siracusa e 25 a Trapani.

Balzo dei contagi Covid in Italia, con l’incremento dei casi che per la prima volta dopo mesi torna sopra i tremila in un solo giorno: secondo il bollettino dei ministero della Salute nelle ultime 24 ore sono stati registrati 3.678 casi, mille più di martedì, un incremento che non si registrava da metà aprile. Il numero dei contagiati, comprese vittime e guariti, sale così a 333.940. In aumento anche il numero delle vittime – 31 in un giorno, ieri erano 28 – tornato sui valori di fine giugno.

Tra le regioni ben cinque hanno almeno trecento nuovi casi e ancora una volta è la Campania a far segnare l’incremento maggiore, con 544 casi. Seguono la Lombardia (520), il Veneto (375), il Lazio (357) e la Toscana (300). Incrementi consistenti si registrano anche in Piemonte (+287), Sicilia (213), Puglia (196) ed Emilia Romagna (193). Nessuna regione fa segnare zero casi.

Record di tamponi effettuati in un solo giorno: secondo il bollettino del ministero della Salute nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti 125.314 test, oltre 25mila più di ieri. I dati evidenziano inoltre un aumento degli attualmente positivi, che oggi sono 62.576, 2.442 in più rispetto a martedì. Di questi, 3.782 sono ricoverati nei reparti ordinari (+157), 337 in terapia intensiva (+18) e 58.457 in isolamento domiciliare (+2.267). I dimessi e i guariti sono complessivamente 235.303 con un incremento di 1.204.

In giornata il commissario straordinario Domenico Arcuri aveva parlato della pandemia in Italia. “Siamo attrezzati – ha detto – a contenere la forza di una eventuale seconda ondata pandemica. Per i numeri che abbiamo realizzato finora, però abbiamo bisogno di rafforzare il territorio”. Arcuri ha ringraziato i medici, ricordando che “durante l’epidemia la medicina del territorio è stata sotto stress ed ha perduto molte vite con comportamenti spesso eroici “.

“Abbiamo dei numeri ancora nei limiti della normale gestione, ma dobbiamo prepararci alla possibilità che crescano”. “Per ora – ha spiegato – abbiamo stabilizzato 7.000 posti di terapia intensiva e 15mila di sub intensiva, e abbiamo già avviato un piano di rafforzamento delle reti ospedaliere Covid che porteranno altri 3.500 posti stabili in intensiva e 4.500 in sub intensiva. In questo momento ci sono circa 300 nostri concittadini in terapia intensiva”. All’inizio dell’epidemia, ha ricordato Arcuri, “avevamo 5.179 posti di terapia intensiva e 6.000 nelle malattie infettive e pneumologiche che potevano diventare di terapia sub intensiva. Al picco dell’emergenza avevamo attrezzato fino a 9.500 posti in intensiva e 30mila in malattie infettive e pneumologia”.

“Ieri – ha aevidenziato – eravamo il diciottesimo Paese per numero di contagiati e il 21 marzo eravamo il secondo; il 21 marzo avevamo 793 morti e ieri erano 28; sempre a marzo avevamo 6525 posti in terapie sub intensive e ieri erano 14mila, avevamo fatto 26mila tamponi e ieri 99mila. Il risultato è che la Francia ha registrato ieri 34mila nuovi contagi, la Spagna 23mila, la Gran Bretagna 11mila e l’ italia 2677, cioè 15 volte meno che in Francia . Noi dobbiamo essere orgogliosi dello sforzo che abbiamo fatto in questi mesi. Siamo stati una comunità responsabile”.