Diritti degli studenti disabili calpestati: la disperazione “scende” in strada a Catania…

Si può parlare di uguaglianza quando, sotto i nostri occhi, vengono dimenticate le categorie più fragili? Porsi ancora domande come questa apre una ferita che scopre le mancanze di una società che non fornendo risposte adeguate rischia di schiacciare i diritti e i bisogni di quelli che vengono considerati “ultimi”.

Oggi Catania ha alzato un grido di protesta in difesa dei giovani studenti con disabilità, nel tentativo di sollevare una volta per tutte il velo di indifferenza che al cominciare del nuovo anno scolastico si fa sempre più pesante. In mattinata ha avuto luogo in via Etnea una manifestazione davanti alla prefettura: presenti i genitori dei ragazzi disabili, sindacati e associazioni che da anni si battono in difesa della parità di diritti per tutti, specialmente dei più fragili.

Sandro Gaglio, della redazione di Sicrapress, ha seguito da vicino la manifestazione di stamattina, realizzando un reportage che ha evidenziato i gravi problemi e le lacune ancora oggi presenti nel sistema scolastico che costringono gli studenti con disabilità a non poter recarsi a scuola, negando loro un diritto fondamentale, quello allo studio. 

“Diritto allo studio negato”, “i nostri figli sono a casa”. Queste sono soltanto alcune delle frasi che i manifestanti hanno mostrato oggi davanti ai cancelli della Prefettura di Catania, nella speranza che la loro voce venga ascoltata una volta per tutte. La discriminazione dei ragazzi disabili è non soltanto ingiusta a livello morale, ma anticostituzionale, manca l’assistenza necessaria per poter mandare liberamente a scuola i ragazzi disabili. 

Alla manifestazione è intervenuta Michela Finocchiaro dell’associazione 20 Novembre 1989 onlus: dall’anno della fondazione l’associazione è scesa in piazza per rivendicare dignità e diritto allo studio. Finocchiaro ha denunciato l’assenza, dopo 8 mesi passati tra lockdown e difficoltà varie, di passi avanti in difesa dei diritti fondamentali dei ragazzi con disabilità. Per gli alunni disabili è impossibile rientrare in classe con queste condizioni, c’è bisogno di servizi specifici, non si può più rimanere in un clima di costante rimbalzo di responsabilità. Anche la CISL, presente a fianco dei manifestanti, denuncia la lesione del diritto fondamentale all’istruzione dei ragazzi. Serve un accordo di programma che stabilisca chi fa cosa e quando. Il sindacato denuncia il mancato avvio di progetti specifici nonostante gli 8 milioni in tasca. 

Ai microfoni di Sicra Press è poi intervenuta la mamma di due ragazzi autistici, che ogni anno scende in piazza con una semplice richiesta: che i suoi figli abbiano la possibilità di andare a scuola come tutti gli altri. Duro il commento della donna: “che inclusione è? Che qualità di vita è?”

L’associazione Comunicare è vita onlus commenta che manca poi il diritto alla comunicazione dei bambini disabili. I bambini hanno bisogno di essere aiutati a comunicare le proprie esigenze, dalle più basilari alle più complesse e per questo è necessario del personale qualificato. “Dietro a un diritto allo studio negato c’è una mamma che sta dietro ad una scuola, privandosi di poter andare a lavoro, a disposizione del proprio figlio che ha la necessità di dover andare in bagno perchè non c’è nessuno che l’accompagna”. Vi è dunque un triplo diritto negato: i bambini non possono andare a scuola, viene negata loro la dignità e persino al genitore è impedito di poter andare a lavoro.

Nel forte clima di indignazione il prefetto ha convocato domani un tavolo che vedrà a confronto Anci Sicilia, CISL, l’ufficio scolastico regionale e provinciale, gli enti locali, il vicesindaco ed il commissario straordinario. Da domani si attendono dunque risposte chiare e certe per alunni, genitori e lavoratori del settore, anch’essi colpiti da questa crisi e costretti a restare a casa. 

Ad approfondire il tema è intervenuta negli studi de L’informazione Raccontata (in onda su Prima Tv e sui social) Lucrezia Quadronchi, presidente ASACOM (assistente all’Autonomia e alla Comunicazione dei Disabili) e rappresentante degli operatori socio-educativi che operano nelle scuole. “Ad oggi il servizio di assistenza igienico personale non è partito se non in qualche comune – commenta Quadronchi – Calpestati i ragazzi disabili e i lavoratori del settore”. Il servizio specifico per i ragazzi con disabilità ad oggi non è stato ancora erogato, da quattro mesi si chiede un tavolo che unisca Asp, ufficio scolastico regionale e provinciale, enti locali e tutti i soggetti coinvolti per stabilire una volta per tutte “chi fa cosa”. Siamo ad ottobre, non andava fatto prima?

Insomma, la situazione è a dir poco caotica, il rimpallo di responsabilità e la mancanza di risposte adeguate per fronteggiare questa emergenza si ripercuote negativamente su chi non dovrebbe avere colpe: i ragazzi, le famiglie, i lavoratori. La protesta oggi ha avuto luogo in tutta la Sicilia, hanno parlato le famiglie, il problema è reale e non va più rimandato.