Oasi di Troina: arrestato il dipendente che ha violentato una ragazza disabile, ora incinta

Apparentemente un dipendente come tanti altri il 39enne sposato e padre di un figlio e senza precedenti penali. L’uomo durante l’interrogatorio, è entrato subito in contraddizione: poi è crollato, confessando il vile atto di cui si è reso protagonista. Ha dunque un nome l’uomo che ha violentato una disabile (chè è stata pure positiva al Covid) all’interno dell’Oasi di Troina: si tratta di un operatore socio sanitario, come detto, dipendente della struttura, L. A. impiegato all’Oasi dal 2018. Dopo un lungo interrogatorio alla squadra mobile di Enna, ha così confessato ed è scattato il fermo (disposto dal procuratore Massimo Palmeri e dai sostituti Stefania Leonte e Orazio Longo). L’accusa è quella di violenza sessuale aggravata “dall’aver commesso il fatto ai danni di una donna disabile e nel momento in cui la stessa era a lui affidata”.
Meticolose le indagini condotte dalla Mobile coordinata dal vicequestore Nino Ciavola; erano partite nei giorni scorsi, dopo la denuncia dei genitori della povera ragazza. Gli assistenti che curano la giovane, si erano accorti che c’era qualcosa di strano e di diverso in quella ventiseienne con gravi problemi psichici (che comunica solo con lo sguardo). La donna è infatti incinta, alla venticinquesima settimana di gestazione; conti alla mano, la violenza è dunque avvenuta nei giorni drammatici del focolaio di fine marzo che si è registrato all’Oasi di Troina. E dalla ricostruzione dei fatti (anche attraverso le testimonianze) pare che a chiedere di poter accedere nella struttura per aiutare i colleghi in difficoltà, nei giorni dell’emergenza, sia stato lo stesso 39enne. La struttura si costituirà parte civile.