Covid, ecco i provvedimenti sanitari in Sicilia

I pronto soccorso italiani “sono presi d’assalto da persone asintomatiche o paucisintomatiche che temono di avere il Covid e cercano una risposta che la medicina territoriale non gli sta dando“. Lo ha dichiarato Salvatore Manca, presidente di Simeu, Società Italiana della medicina di emergenza-urgenza. Con l’impennata dei contagi, i tempi per effettuare un tampone si sono dilatati sempre di più e gli italiani si sono riversati nei pronto soccorso.

Intanto la situazione negli ospedali si fa sempre più critica. “I presidi ospedalieri Covid sono saturi. I posti letto destinati ai contagiati che erano stati aumentati negli ospedali durante il lockdown sono stati chiusi e dismessi. Non ci sono più i monitor e i letti. I tempi tecnici per riattivarli non sono rapidissimi anche perché manca il personale“, ha detto Manca, aggiungendo che “i nostri pazienti Covid sostano 4-5 giorni in area grigia prima del trasferimento“. Cosa fare allora? “Recarsi al pronto soccorso solo per problematiche urgenti. Un breve rialzo febbrile non lo è e nemmeno un rialzo fino a 38,5. Bisogna sempre prima contattare il medico di famiglia. Non si può saltare questo anello della catena“, ha raccomandato Manca. 

Da Nord a Sud, l’allarme è generale: “Ho effettuato un’indagine e ne è venuto fuori che non c’è Regione in cui non si stia verificando questo fenomeno“, ha spiegato Manca. Il motivo è duplice: “Da una parte abbiamo i ritardi nell’effettuazione dei tamponi sul territorio e la scarsa disponibilità dei medici di base, e dall’altra abbiamo una buona parte di pronto soccorso che hanno introdotto i test rapidi“. Va da sè che i cittadini vedano nel presidio ospedaliero d’urgenza “l’unico punto di riferimento“.

La soluzione? Per il presidente di Simeu, “la medicina del territorio deve funzionare, una grossa mole di pazienti che arriva da noi e dovrebbe essere gestita dal territorio. Si parla di almeno un 30% di pazienti asintomatici e paucisintomatici che potrebbe essere gestita in modo diverso dalle Asl, dai medici di base e dalle Usca: le Unità speciali di continuità assistenziale che svolgono attività domiciliari per i pazienti COVID-19“.

E invece “ci ritroviamo coi livelli dell’inizio della pandemia“, quando l’affluenza non era ancora stata frenata dalle indicazioni ministeriali e dalla paura del contagio. Quelle indicazioni di non recarsi al pronto soccorso ma telefonare al proprio medico per un primo triage telefonico, ha spiegato ancora il presidente di Simeu, “sono ancora valide ma le persone cercano risposte che non trovano fuori dai pronto soccorso“.

Intanto il presidente della regione Musumeci corre ai ripari emettendo un’ordinanza con la quale istituisce una “cintura di protezione” per le tre Aree metropolitane di Palermo, Catania e Messina. Con l’ordinanza ha autorizzato le tre Aziende sanitarie provinciali, competenti per territorio, a implementare il numero delle Unità speciali di continuità assistenziale (Usca) già istituite, fino al raggiungimento dello standard di una Unità ogni venticinquemila abitanti.

Dovrebbero essere reclutati un esercito di camici bianchi per contrastare la diffusione del Coronavirus nel territorio infatti le asp provinciali potranno fare ricorso al nuovo personale sanitario attingendo anche dagli elenchi che si stanno formando attraverso il bando predisposto dal Policlinico di Messina per l’avvio della campagna regionale di screening epidemiologico. Va ricordato che l’avviso, pubblicato sul sito dell’Azienda ospedaliero-universitaria messinese e che ha già visto l’adesione di oltre tremila professionisti, scade martedì prossimo.

Tra le misure contenute nella nuova ordinanza del governatore anche l’istituzione, in tutta la Sicilia, delle “Unità speciale di continuità assistenziale di pronto intervento” che opereranno h.24 per prestare immediata e urgente assistenza.

Nell’ambito del mondo della scuola, invece, è confermata la figura delle Usca scolastiche prenderanno in carico i casi sospetti da Covid-19 relativi a personale docente, personale amministrativo, tecnico e ausiliario e studenti degli istituti e scuole di istruzione primaria e secondaria, delle istituzioni educative e degli istituti e scuole speciali statali.

Le nuove Usca, per la loro funzione di pronto intervento, potranno avvalersi dei mezzi e delle strumentazioni della Seus e di quelli delle organizzazioni di volontariato che si svolgono servizio di emergenza-urgenza in affiancamento e integrazione al sistema sanitario regionale