Università e misure anticovid: gli studenti si sentono davvero al sicuro?

Sentito il Comitato Universitario Regionale di riferimento, predispongono, in base all’andamento del quadro epidemiologico, piani di organizzazione della didattica e delle attività curriculari in presenza e a distanza in funzione delle esigenze formative tenendo conto dell’evoluzione del quadro pandemico territoriale e delle corrispondenti esigenze di sicurezza sanitaria“. 

Così con il nuovo DPCM, il governo interviene sull’andamento della vita universitaria ai tempi del Covid “in punta di piedi”. Se infatti ampio spazio viene da sempre dedicato alla scuola, dandole priorità assoluta e monitorandone ogni singola evoluzione, lo stesso non può dirsi per le Università, dove ancora una volta le misure da attuare saranno a discrezione degli enti regionali. Una scelta che fa discutere dal momento che, visto il numero di iscritti soltanto all’Ateneo di Catania (pari a 40 mila per l’anno accademico 2020/2021), qualcosa in più ci si aspetterebbe dal governo nazionale. Sin dall’inizio della pandemia, ogni università ha avviato la didattica a distanza e limitato le attività in presenza in ogni dipartimento. Ma mentre alcuni studenti hanno già iniziato il nuovo anno accademico con modalità mista, seguendo dunque le lezioni in parte online e in parte in aula (con posti limitati a seconda della capienza dell’aula stessa), tanti altri attendono ancora che le aule vengano messe a norma, ritardando dunque il loro rientro in presenza e proseguendo esclusivamente online.

Viene dunque da chiedersi: il protocollo messo rigorosamente in atto dall’Università è sufficiente? O forse, per far sentire gli studenti ancora più al sicuro, si avrebbe bisogno di ulteriori misure a livello nazionale, come accade per le scuole? Nel momento in cui si è scoperto un impiegato positivo al covid al Dipartimento di Economia, ad esempio, le misure precauzionali sono immediatamente scattate, sospendendo le lezioni in presenza per qualche giorno e tenendole esclusivamente online. Insomma, nonostante i protocolli rigorosamente messi in atto ad Unict e la didattica mista di cui si è tanto parlato, le problematiche sono ancora tante. Forse è per questo che, nonostante la voglia di tornare in aula, molti studenti preferirebbero proseguire esclusivamente con la didattica a distanza.