Covid, come si cura? Cortisone ed eparina, sulla clorochina invece…

Il direttore generale, dell’agenzia italiana del farmaco Nicola Magrini ha fatto il punto sulle cure disponibili contro il Covid-19, specificando che per la terapia del plasma iperimmune “non sappiamo ancora se funziona e per il vaccino capisco che c’è una meta psicologica per fine anno, ma se non è dicembre e sarà gennaio è la stessa cosa

Penso sia cambiato molto lo standard di cura – ha spiegato Magrini – rispetto ai primi mesi dove usavamo molto i farmaci che pensavamo potessero funzionare. E invece la maggior parte di questi sono stati scartati per mancanza di dati. Invece, “il cortisone rappresenta oggi uno dei cardini della terapia: uno studio inglese ha mostrato che riduce la mortalità. E l’eparina è diventato altro pilastro del trattamento“.

I farmaci per l’Aids abbiamo visto che non sono da utilizzare perchè troppo pesanti per i pazienti; e così anche la clorochina, che Trump diceva di usare a scopo preventivo, non ha mostrato dati positivi”.

Sulla terapia del plasmaiperimmune, ha sottolineato che “oggi ancora il plasma non è uno standard di cura” e ha spiegato: “Gli Stati Uniti hanno pubblicato la scorsa settimana le loro raccomandazione dopo 4.000 pazienti trattati col plasma e hanno detto che ancora non sappiamo se funziona e in chi. Se funziona, probabilmente funziona poco e solo in alcune categorie. In Italia – ha aggiunto – è stato finalmente avviato uno studio di discrete dimensioni che sta ancora reclutando i pazienti. è uno studio randomizzato, ovvero uno studio in cui un gruppo di pazienti prende il farmaco e l’altro no; è in corso, ha arruolato 150 pazienti ma penso si debba arrivare almeno a 500 o 1.000, per capire che cosa fa”.

Il direttore generale dell’Aifa ha spiegato ancora: “Abbiamo farmaci specifici, gli anticorpi monoclonali, che sono stati clonati da diverse industrie, e tra queste c’è anche un gruppo italiano di alto livello, e sono già in fase avanzata di sviluppo. Potrebbero diventare presto un’opzione. E per presto intendo i primi mesi dell’anno prossimo o nel primo semestre. C’è ottimismo – ha concluso – pero’ serve anche cautela“.