Il Covid ha spazzato via tutte le altre patologie e i soggetti fragili?

“Io sono stupefatto! Continuo ad assistere ad un palcoscenico di grande ipocrisia. È giusto prevenire l’espansione del virus, ma è sbagliato focalizzare l’attenzione sui contagi e sul rapporto con i tamponi, mi sta bene nella misura in cui si contestualizza questo rapporto sull’intera popolazione della nazione.”

Queste sono le parole in apertura del prof. Ignazio Vecchio, neurologo e detentore della cattedra di Bioetica e Storia della medicina dell’Università di Catania, ospite, in compagnia della prof.ssa Cristina Tornali, fisiatra e direttrice del Centro di Accademia di Arti Sanitarie, come di consueto, alla rubrica medico-scientifica “Il cappello di Archimede”, all’interno dell’Informazione Raccontata” condotta da Umberto Teghini e in onda su Prima Tv (canale 87 e 666 del digitale terreste).

“Bisogna attenzionare anche le categorie più fragili che a causa dei diversi protocolli rischiano l’esclusione, ad esempio nel caso della didattica a distanza nelle scuole, tutti i ragazzi con disabilità, o nella società in generale, i rom o i carcerati, come si controlla l’eventuale contagio in questi casi?” continua così il prof. Vecchio.

Si discute poi l’ordinanza del sindaco di Palermo, Orlando, che vieta la sosta dei pedoni in determinate aree della città. “I governanti a vario titolo, da sindaci a ministri, hanno trovato la scusa per spostare l’attenzione mediatica dalle loro inefficienze amministrative”, come solito non le manda a dire il professore.

Si passa ai dati concreti con la prof.ssa Cristina Tornali, la pandemia spazza via le altre patologie?

“Il covid colpisce i soggetti fragili, ma d’altra parte noi li curiamo questi soggetti o chiudiamo loro gli accessi? Era giusto continuare a far lavorare liberamente gli altri reparti, per evitare che la gente con patologie pregresse sia il pasto principale di questo virus. Non esistono malati di serie A o di serie B, rischiamo di non garantire più il diritto alla sanità.” Conclude poi la fisiatra Tornali sposando il pensiero del comitato di bioetica “la pandemia del coranavirus passerà, ma le scelte che siamo tenuti a fare potrebbero cambiare le nostre vite per molto tempo…”

Per quanto concerne la tracciabilità del virus tramite la famosa app immuni, sembra essere un flop a livello nazionale.

Anche all’interno dell’A.S.P.(azienda sanitaria provinciale) bisogna cambiare varie funzioni interne “servirebbe la militarizzazione, ossia la rotazione dei direttori, altrimenti c’è il rischio di poter ipotizzare sacchi di privilegio nell’ambito delle interpretazioni normative” dichiara il noto neurologo Vecchio.

Conclude il suo intervento il professore dicendo esplicitamente “si alla prevenzione, ma anche al buon senso”.

E termina la puntata del cappello di Archimede, la prof.ssa Cristina Tornali con il ricordo della studentessa messinese di medicina, uccisa dal fidanzato che temeva il contagio, e con la simpatica lettera di un telespettatore, decisamente confuso dalla situazione tamponi.