Incarichi amministrativi sempre ai soliti, Cittadino: “In Sicilia sistema feudale”

Nel corso de “L’Informazione Raccontata” è stato affrontato il problema degli incarichi amministrativi che da anni vengono sempre attribuiti dal Tribunale di Catania alle stesse poche persone. Una situazione assurda e nota a tutti che continua a rimanere tale ed evidenzia le tante difficoltà per i giovani di trovare spazio se il sistema dovesse rimanere lo stesso. Ne ha parlato Carlo Cittadino, revisore dei conti, che ha espresso liberamente il suo pensiero criticando questa realtà: “E’ una situazione nota a tutti. Ad oggi c’è un piccolo gruppo di persone che sguazza in questi incarichi. A livello nazionale c’è una legge che disciplina gli incarichi negli SPRAR e nelle FAMI in cui non si può partecipare se non hai avuto un incarico in uno di questi enti, ma nonostante tutto sono solo in 14 a dividersi questa gran torta a livello nazionale. L’essere revisore ti permette di partecipare ma se non hai avuto già un incarico che ti dà la possibilità di avere da 0 a 10 punti in graduatoria, sarai sempre scavalcato.”

Un sistema scandaloso che non lascia alcuna possibilità a tutti coloro che si trovano al di fuori di questa ristretta cerchia e che, soprattutto, non possono contare anche su una spinta politica: “È chiaro ed è risaputo che se non hai conoscenze politiche non avrai incarichi. L’unica speranza resta il sorteggio che però ancora oggi continua ad essere manuale e dove a decidere è il consiglio comunale. Noi avevamo proposto maggiore trasparenza con il ricorso ai sistemi informatici tramite la Prefettura così come avviene da Reggio Calabria in su e che gli 8 incarichi fossero diversificati tra revisori giovani e anziani. Inoltre nei sorteggi, il legislatore nazionale ha inserito un algoritmo per cui chi non ha nessun incarico ha una maggiore percentuale di essere estratto.”

Un divario eclatante che evidenzia una falla in un sistema ormai arretrato e che non garantisce un diritto a tutti: “Bisogna abbandonare questo sistema feudale con un sorteggio che dia trasparenza, competenza e persone indipendenti. Bisogna uniformare un sistema a livello nazionale e soprattutto dare spazio a giovani bravissimi che sono disperati e che così non hanno alcuna possibilità se non aspirare a un piccolo comune con meno di 5 mila abitanti.” Eppure, per il momento, sembra che nulla sia destinato a muoversi…