Proteste contro il Covid Hospital ad Acireale: Nicola D’Agostino “Siamo in guerra…”

L’ospedale di Acireale potrebbe presto essere smobilitato e diventare un Covid-hospital; dopo la circolazione della notizia, in città si è acceso un forte dibattito.

Il sindaco della cittadina acese, Stefano Alì, ha accusato il governo regionale di aver scavalcato la competenza territoriale dell’amministrazione nel compiere una scelta così importante, ed insieme ai sindaci del comprensorio (Aci Catena, Aci Sant’Antonio, Aci Bonaccorsi, Viagrande, Zafferana, Santa Venerina, Piedimonte Etneo, Riposto e Giarre) è sceso in campo contro la decisione dell’Asp e dell’amministrazione regionale.

Smobilitare il presidio acese, infatti significherebbe lasciare un’ampia zona senza un concreto presidio sanitario, costringendo l’utenza, in caso di necessità, a recarsi presso il Cannizzaro di Catania.

Sulla questione è intervenuto perfino il vescovo di Acireale, monsignor Antonino Raspanti che ha invitato ad un maggior dialogo le parti in causa in nome della salute e della serenità di tutti.

Il dialogo però non sembra funzionare, e neppure la decisione di lasciare attivo l’attuale pronto soccorso è riuscita a placare gli animi, l’amministrazione acese ha infatti fatto ricorso al Tar e come se non bastasse, ieri sera un centinaio di persone si sono riunite in centro città per manifestare il proprio dissenso verso la scelta del governo regionale; fumogeni, uno striscione e cori da stadio che non hanno risparmiato nessuno dei promotori dell’operazione, compreso Nicola D’Agostino, locale esponente politico in seno alla regione.

«Io mi sono assunto una responsabilità impopolare», afferma D’Agostino difendendo la propria posizione. «L’amministrazione locale non ha alcuna competenza in merito all’ospedale quindi nessuno è stato scavalcato, al massimo si può sollevare una questione di garbo istituzionale, ma niente di più».

I servizi dell’attuale “Santa Marta e Santa Venera” dovrebbero essere ricollocati presso la struttura del vecchio nosocomio di via Martinez, anche questa decisione ha suscitato dubbi tra gli acesi che in molti si chiedono perchè non sia possibile individuare una struttura alternativa per l’istituzione del covid-hospital.

«Siamo in guerra e la regione ha bisogno di noi, non vanno assecondate pulsioni e campanilismi inutili, i gesti folkloristici di quattro cialtroni non interessano a nessuno», sostiene commentando la protesta organizzata in centro, «Acireale ha un grande ospedale, con ottime attrezzature e grandi professionisti, non è una questione legata al contenitore ma al contenuto, per combattere il virus si dovrà fare il meglio e ad Acireale si può», conclude.

La situazione non sembra poter trovare una soluzione rapida, chi di dovere forse dovrebbe spiegare meglio all’opinione pubblica il modo ed il perchè di determinate decisioni, poichè mancanza di risposte ed ignoranza, si sommano al timore che da mesi attanaglia gli animi della gente ed il rischio è quello che si smarrisca il confine, già sottile, tra giusto e sbagliato.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...