Lo spettacolo in piazza? No, la disperazione: fatta una colletta per i figli di alcuni attori

Grande dignità e nessun impropero. L’assenza spettacolare, così è stata denominata la manifestazione di protesta in tutta Italia del mondo dello spettacolo e della cultura. Catania e Palermo in Sicilia. Altre 15 città nel resto d’Italia: Insomma tutti all’interno di un dramma: cinema, teatro, musica, eventi d’ogni genere e persino i lavoratori dei Luna Park. Tutti presi in contropiede dall’ultimo Dpcm. A Catania sono stati circa 200 i partecipanti, per una protesta soft e senza offese ma efficace. I loro volti sono in parte coperti dalle mascherine, ma dai loro occhi traspare tanta sofferenza, tanta delusione e un filo di speranza. “La situazione è grave: abbiamo persino fatto una colletta per i figli di un collega che si trova in grande affanno…”, sussurra l’attore Agostino Zumbo mentre prova ad accendere una sigaretta. Gli fa eco Carmela Buffa Calleo che non le mana a dire: “Durante il periodo del primo lockdown hanno aiutato i teatri? Sì, appunto i teatri ma non gli attori; tant’è che la scorsa estate ci siamo dovuti arrangiare alla meno peggio chiedendo prestiti in famiglia in attesa di qualche lavoretto sporadico, ma poca roba. La realtà vera? Non lavoriamo dallo scorso febbraio, qualcuno deve pur pensare a sostenere la nostra categoria, la tanto sbandierata cultura va sostenuto e non solo a parole…”. A sostenere la protesta del mondo dello Spettacolo anche l’assessore comunale Barbara Mirabella che ha portato la sua solidarietà e quella della giunta di Catania. Con questa protesta, il mondo dello spettacolo chiede a livello nazionale: risorse certe; tavolo permanente tra le parti sociali e il Ministero; ammortizzatori e tutele strutturali per tutti i lavoratori atipici e discontinui; stabilizzazione per i precari delle fondazioni lirico sinfoniche.