Paura Covid, il prof. Vecchio: “Troppi spargitori di pessimismo. Enfasi strumentalizzata”

Durante la rubrica “Il Cappello di Archimede” all’interno de “L’informazione Raccontata” in onda su Prima Tv, sono stati diversi i temi trattati, tutti riguardanti l’emergenza sanitaria legata al Covid-19 che sta attraversando il nostro Paese e non solo. In primo piano, si è affrontato l’allarmismo e il panico dilagante tra la popolazione a causa della tempesta mediatica da parte della stampa e dei tanti interventi dei vari virologi ed epidemiologi che da mesi continuano ad avanzare teorie e opinioni poggiandosi su numeri e statistiche che provocano solo confusione. Troppe incertezze sul virus e sulle norme comportamentali da tenere e, in aggiunta, si sommano anche le insicurezze e le angosce sul futuro. In merito a ciò è intervenuto in maniera chiara e netta il professor Ignazio Vecchio, neurologo e titolare della cattedra “Bioetica e Storia della medicina” all’Università di Catania: “Sono un assertore della stampa libera ma da cittadino e medico assisto in Italia a un palcoscenico di opinioni da parte di troppe persone che sono spargitrici di pessimismo. Si da vita a una cattiva informazione. Critico severamente tutti coloro che, con modelli matematici e con i numeri, generano il panico e non agevolano i medici. Preferirei che in Italia parlasse una sola persona. Sta dilagando l’ansia quindi invito alla cautela e all’ottimismo. La medicina ha tutti gli strumenti per fronteggiare la pandemia.” Della stessa opinione anche la professoressa Cristina Tornali, fisiatra e direttore del centro di accademia di arti sanitarie che ha evidenziato la mancanza in Italia di un’educazione sanitaria e l’attenzione che tutti dovrebbero dimostrare nei confronti dell’uso del linguaggio: “Quando si forniscono informazioni, i giornalisti devono stare molto attenti nell’uso del linguaggio. La medicina è una scienza e non opinione. La causa di questa situazione è che non si è mai fatta informazione sanitaria che avrebbe potuto salvarci la vita. La gente oggi è spaventata ma al tempo stesso non ha capito come comportarsi e neanche come utilizzare la mascherina. Non bisogna farsi prendere dal panico ma adottare le giuste precauzioni.”

Riguardo invece alle norme relative al nuovo dpcm, tra cui la chiusura dei locali alle 18, e alla tendenza verso un nuovo lockdown, il professor Vecchio si è detto totalmente in disaccordo: “La chiusura dei ristoranti alle 18 è una decisione da parte di pazzi usciti dal manicomio. Sono contrario a un nuovo lockdown che secondo me serve solo a mascherare le incapacità governative e istituzionali. Si tratta di un’enfasi strumentalizzata per finalità diverse e si fa a gara a spargere terrore e a prevedere l’apocalisse. Anche l’attesa del vaccino nasconde interessi economici.”