Campionati rinviati e tribune vuote: il Covid tiene lo sport sotto scacco

Sullo sport incombe l’ombra preoccupante del Covid19. Il Dpcm del 25 ottobre tiene in vita solo gli eventi sportivi di interesse nazionale o organizzati da organismi internazionali, consentiti a porte chiuse o all’aperto senza pubblico, ma sospende le attività dilettantistiche. Per queste sono ammessi i soli allenamenti, da svolgersi individualmente. E se molte gare dei campionati in corso vengono rinviate per la positività di alcuni atleti, altri tornei sono stati posticipati direttamente al 2021.

Il calcio prosegue senza freni dalla Serie A alla Serie D. Non è bastato che CR7 e Ibrahimovic contraessero il Covid per imporne la chiusura, ma le partite rinviate per positività di alcuni giocatori non si contano nemmeno più. E a furia di rimandare, le squadre accumulano un match dopo l’altro e i calendari diventano sempre più fitti. A ciò si aggiunge l’assenza totale di un regolamento nel caso in cui una squadra si presenti in campo e l’altra no. Juventus-Napoli, vinta 3-0 a tavolino dai bianconeri, docet. Il rischio di falsare il campionato, insomma, è dietro l’angolo. In questo calderone di perplessità, restano sospese Eccellenza, Promozione, Prima, Seconda e Terza Categoria. Nel malcontento di chi ha impiegato tempo e denaro per conformarsi ai protocolli sanitari e ripartire ma che adesso è costretto a rimanere fermo.

A pagare il prezzo più alto è il rugby. La Federazione italiana ha rinviato i campionati di interesse nazionale, cioè quelli al momento consentiti, al 24 gennaio 2021. Parliamo delle Serie A, B e C maschile e femminile, degli Under 18 e degli Under 16. “La salute dei nostri tesserati è la cosa più importante” – spiegano dal vertice. Buone notizie solo per il Campionato Italiano Peroni TOP10, che partirà il 7 novembre, salvo cambiamenti dell’ultimo minuto. Proseguono invece gli allenamenti individuali.

E’ andata meglio alla pallavolo, le cui serie professionistiche, maschile e femminile, si stanno disputando. Sempre Covid permettendo. Anche qui non mancano i rinvii per via di atleti positivi e resta ancora da capire come organizzare i campionati giovanili, alcuni dei quali hanno fasi regionali e nazionali. La Fipav potrebbe anche cambiare i calendari e le modalità di svolgimento delle gare in base all’evoluzione della pandemia. Confermate le competizioni di interesse nazionale di beach volley e sitting volley.

Stesso discorso per basket e pallamano. Se le massime serie proseguono tra posticipi e palazzetti vuoti, le società dilettantistiche attendono una sorte migliore e aiuti statali o regionali per risollevarsi.

Nella pallanuoto, Barelli non le manda a dire. Il presidente della Fin si è rivolto al Governo, chiedendo disperatamente maggiore attenzione per lo sport, che rischia il collasso. E se la A1 maschile doveva partire il 3 ottobre e la A1 femminile il 10 ottobre, entrambi i campionati riprenderanno il 7 novembre. Ancora da definire, invece, i calendari di Serie B e Serie C.
Chiusi anche i comprensori sciistici, che tra impianti non in regola e Covid, almeno in Sicilia, continuano a non avere fortuna.

Cambia il discorso per gli sport individuali come la scherma, che non rientra tra quelli di contatto ed è esclusa dalla sospensione. Inoltre le attività di sala preparano gli atleti di tutte le categorie ed età alle competizioni nazionali ed internazionali e, dunque, sono consentite quasi per intero. Insomma, la scherma è una delle poche discipline a restare a galla, ma al di là delle eccezioni, lo sport subisce un arresto forzato e drammatico in un periodo già molto difficile. Una seconda stagione consecutiva di stop che avrà inevitabili riflessi anche sull’attività di vertice.

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