Mercedes in parata a Imola per il 7° titolo di fila, Ferrari in leggera crescita…

Qualcuno la potrebbe definire la “squadra dei record”, ed effettivamente la realtà lo conferma. L’era Mercedes continua a pieno ritmo, senza alcun indugio: con la doppietta ottenuta al GP dell’Emilia Romagna, con Lewis Hamilton al comando seguito da Valtteri Bottas, la Mercedes ha ottenuto il 7° titolo costruttori consecutivo. Dal 2014 la scuderia tedesca vive un continuo crescendo, che le garantisce di siglare record su record. Questo settimo titolo infatti è un primato assoluto, dal momento che fino a ieri la Mercedes condivideva lo stesso record di titoli consecutivi con la Scuderia Ferrari. È stato il destino a volerlo (o l’era Covid, se vogliamo) ma proprio sul circuito di Imola, intitolato a Enzo e Dino Ferrari, la scuderia tedesca ha superato il Cavallino, dimostrando ancora una volta di avere tra le mani la storia di quest’era della Formula Uno. Complice di questi strepitosi risultati anche e soprattutto colui che ormai viene considerato leggenda, Lewis Hamilton, che con la vittoria di ieri si è portato ufficialmente ad un passo dal suo 7° titolo mondiale: ha vinto 9 delle 13 gare già disputate, lasciando soltanto le briciole al compagno di squadra e a chi lo segue; e se tutto andrà come deve, Hamilton potrebbe riconfermarsi campione del mondo nella prossima gara che si correrà in Turchia tra due settimane.

Una gara dal risultato non del tutto scontato, specialmente dopo il via quando Max Verstappen è riuscito a soffiare la seconda posizione ad Hamilton e a mettersi a caccia di Valtteri Bottas, che scattava dalla pole. Ma il pilota inglese non si è perso d’animo, ha atteso il momento giusto e quando i due si sono fermati ai box, ha girato sui tempi della qualifica per uscirgli davanti. A coadiuvarlo nell’impresa è stata una Virtual Safety Car, che gli ha concesso un ulteriore vantaggio. Il compagno Bottas è arrivato secondo, nonostante un maxi-detrito sul fondo della sua macchina e il “disturbatore” Verstappen, che a metà gara aveva approfittato di un errore del finlandese per riprendersi il secondo posto. Ma la fortuna non lo ha accompagnato, perché a pochi giri dal termine l’olandese ha colpito un detrito che, facendogli esplodere la posteriore destra, lo ha costretto al ritiro. A chiudere sul terzo gradino del podio per la seconda volta quest’anno è così stato Daniel Ricciardo con la Renault, autore di una gara decisamente ottima.

La Scuderia Ferrari, invece, ha lasciato Imola con una certezza: i progressi fatti si stanno consolidando, specialmente in termini di passo gara, anche se il risultato non riflette esattamente questa sua continua crescita. Charles Leclerc ha chiuso in quinta posizione, ma si è detto soddisfatto a fine gara affermando che questo era il massimo cui si poteva aspirare. Su gomme hard, dopo l’undercut non riuscito su Ricciardo, la SF1000 girava sugli stessi tempi della Renault; ciò nonostante, portare a casa il sorpasso non è stato possibile. Dopo la Safety Car, poi, Kvyat ha avuto la meglio su Leclerc che in quel momento era quarto, anche se negli ultimi dieci giri ha potuto difendersi senza difficoltà da Perez. Dal canto suo, Sebastian Vettel ha chiuso nuovamente fuori dalla zona punti in dodicesima posizione, complice un problema al pitstop che ha compromesso la sua prestazione facendogli perdere posizioni importanti. Tuttavia, per la prima volta da mesi, il tedesco si è sentito a suo agio in macchina, in gara più che in qualifica. La pazienza è la virtù dei forti, o almeno così si dice, e sembra sia questa la filosofia che accompagnerà la Ferrari e il quattro volte campione del mondo nelle sue ultime quattro gare in rosso.