Ancora guai per Il Palermo (fallito) di Zamparini: arrestati i fratelli Tuttolomondo

Non è propriamente come il classico fulmine a ciel sereno. Troppe chiacchiere attorno alla breve gestione del club rosanero dei fratelli Tuttolomondo.Nell’operazione della Guardia di Finanza, infatti, Salvatore e Walter Tuttolomondo, proprietari della fallita Us Città di Palermo, sono stati arrestati con l’accusa di bancarotta: sono destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. La Finanza ha notificato anche misure interdittive a Roberto Bergamo, Tiziano Gabriele e Antonio Atria: per questi tre invece scatta l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e il divieto di esercitare l’attività di impresa per un anno. Nell’ambito dell’operazione coordinata dalla Procura di Palermo (denominata “Tempi Supplementari”) è stato eseguito un sequestro preventivo di beni per complessivi 1,4 milioni di euro. Agli indagati vengono contestati i reati a vario titolo di bancarotta fraudolenta, indebita compensazione di imposte con crediti inesistenti, autoriciclaggio, falso e ostacolo alle funzioni di vigilanza della Commissione di Vigilanza sulle Società di Calcio (COVISOC). Agli indagati viene contestato di aver saldato debiti fiscali mediante utilizzo in compensazione di crediti fiscali inesistenti, per 1,4 milioni di euro; effettuato false comunicazioni alla COVISOC; effettuato pagamenti non autorizzati dal Tribunale di Palermo, in pendenza della richiesta di concordato preventivo per oltre 200 mila euro. Sono accusati anche di aver distratto la somma di oltre 341 mila euro dal conto corrente della società calcistica a favore di una società a loro riconducibile e di aver impiegato poi tale somma in altre attività economiche.

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