Mettiamoci il cuore in pace: “Natale in lockdown..” secondo il prof. Cacopardo

Intervenuto all’Informazione Raccontata, il prof. Bruno Cacopardo, primario del reparto di Infettivologia dell’ospedale Garibaldi di Catania, ha sottolineato senza mezzi termini che “Il quadro è drammatico, importante: sì, sarà quasi certamente un Natale in lockdown, mettiamoci il cuore in pace….”. Il prof. Cacopardo, che fa parte del Cts regionale, ha pure sottilineato che “L’errore più grave è stato quello di sottovalutare il virus; perchè dopo la prima ondata – ha spiegato con un sospiro – avevamo pensato che tutto fosse finito, anche perchè qualcuno aveva detto che il virus era clinicamente morto, il virus lo abbiamo considerarlo attenuato, smorzato nella sua virulenza e nella sua patogenicità e invece con la riapertura totale di tutto, siamo andati incontro a un errore strategico senza precedenti…”. Sulle cure a casa? Ecco il suo pensiero: “La malattia Covid19 è una patologia che ha uno spettro clinico molto esteso: che va da condizioni di asintomaticità lieve a quelle moderate e severe: e in questi ultimi due casi, vanno gestite in ospedale; quelle leggere o lievi si possono gestire e curare a casa, attraverso i medici di famiglia o con le Usca (Unità Speciali Continuità Assistenziali) con protocolli gestionali, anche con la nostra collaborazione 8riferimento al Comitato tecnico Scientifico, ndr)…”. Sulla coloritura delle regioni in base al rischio (alto, medio e lieve), che tante polemiche sta sollevando, il professor Cacopardo ha risposto in maniera trasparente: “Parlo da infettivologo e dico che il colore sarebbe potuto essere ancora peggiore; attenzione il mio giudizio è lontano dalle questioni economiche e sociali. La Sicilia Zona Arancione? Non mi pare che ci fossero le condizioni sotto il profilo clinico, epidemiologico e sanitario per avere colori più tenui…”. Solo il vaccino ci tirerà fuori dai guai? Cacopardo ha fatto un profondo respiro prima di rispondere: “Credo che affidarsi solo al vaccino sia solo una parte della risoluzione del probelma; serviranno rispetto delle misure, la reale percezione del rischio e l’analisi della tendenza del virus dopo aver raggiunto il picco. Quando ne verremo fuori? Anche prima dell’arrivo della Primavera, forse già a fine febbraio, primi di marzo…”.