Abate (Sifus): “Ragusa, stipendi bloccati perchè la Banca trattiene parte dei soldi della Regione”

Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa da parte del segretario nazionale Sifus Confali dei Consorzi di Bonifica Ernesto Abate sulla vicenda degli stipendi arretrati ai lavoratori dei Consorzi di Bonifica di Ragusa e sulla disponibilità delle risorse da investire.

Apprendiamo di una prima lettera ed una diffida successiva, inviate entrambe lo scorso 05 novembre da parte del direttore generale dott Giuseppe Barbagallo e del Commissario straordinario dott Francesco Nicodemo alla Banca Agricola di Ragusa, con la quale l’ente intrattiene i rapporti bancari, intimandolo di ripristinare i servizi bancari e di avere un confronto preventivo, prima di procedere in maniera univoca sulle modalità di trattamento del rapporto bancario.

Tutto ciò accade quando la banca all’arrivo delle somme inviate dal Servizio 4 dell’assessorato delle risorse agricole e foreste decide di trattenere dalle risorse finanziarie destinate al pagamento degli emolumenti, circa un milioneseicentomila euro (‪1.600.000‬,00 euro) per rientrare immediatamente dal fido concesso all’ente! Di contro trattiene le restanti economie in un conto corrente bancario vincolato, chiedendo all’ente di voler ricevere un report di riscontro degli ultimi 5 anni sui decreti ingiuntivi da pagare e/o pagati a carico del Consorzio, bloccando di fatto, ogni risorsa disponibile ed usufruibile. Siamo alla follia pura e 400 dipendenti e rispettive famiglie sul lastrico! Come O.S. richiamiamo alla ragione ed alla razionalità sull’accaduto e confidiamo sul confronto tra le parti (previsto per oggi, ndr).
In ogni caso essendo stato informato sui fatti anche sua eccellenza il Prefetto che ne conosce la drammatica situazione, ci si attende una sua sensibilizzazione ed interceda sull’argomento, per trovare il criterio più ovvio da adottare, affinché possano essere ripristinati i livelli di sicurezza ed evitare che si possa sfociare verso il disordine sociale, perché oltre alle 400 famiglie sul lastrico, rimangono disattesi gli impegni che il Consorzio intrattiene con l’indotto a cui fanno riferimento tutte le attività. La nostra O.S. ha in corso ormai da settimane in continuità e da anni intrapreso questo percorso di lotta verso il ripristino dell’agibilità democratica sul posto di lavoro, invitando l’ente al recupero delle somme erogate e non spettanti attribuite ad alcuni dipendenti e dirigenti, nonché ad una visione più oculata delle spese sostenute, non sempre giustificabili nel metodo e nei modi!
Purtroppo la realtà ragusana andrebbe trattata con gli stessi criteri di un’azienda in stato fallimentare, in un’ottica di rilancio di nuovi Consorzi dinamici e capaci di offrire il miglior servizio all’utenza consortile”.

Ernesto Abate, segretario nazionale Sifus Confali dei Consorzi di Bonifica