F1, Hamilton va oltre i propri sogni: toh, la Ferrari sul podio con Vettel

Date alla Formula Uno un tracciato bagnato, dove il grip è stato un problema sin dalla prima sessione di prove libere del venerdì, e lo spettacolo è assicurato. Al Gran Premio di Turchia, tornato in F1 dopo 9 anni, è successo di tutto: una partenza senza pioggia ma dall’asfalto talmente bagnato da sembrare ghiaccio, le due Racing Point al comando per buona parte della gara, testa coda di Bottas eVerstappen, Vettel che guadagna ben otto posizioni al via. Ma ancora una volta, la mossa vincente è stata quella di Lewis Hamilton, che si è aggiudicato il GP di Istanbul laureandosi campione del mondo per la settima volta in carriera, eguagliando Michael Schumacher: il pilota inglese ha messo il sigillo sul titolo piloti quando mancano ancora 3 gare alla fine del campionato, partendo dalla sesta posizione e decidendo di chiudere il GP con una strategia ad una sola sosta. Dopo aver montato le gomme intermedie al sesto giro, l’ormai sette volte campione del mondo ha deciso di guardare i box solo da lontano fino a fine gara, per compiere di nuovo una vera e propria impresa. È stata così grande festa in casa Mercedes, tra le lacrime di Hamilton e la gioia della squadra, per aver ottenuto anche quest’anno sia il titolo piloti che il titolo costruttori, nonostante Valtteri Bottas abbia ben poco da festeggiare oggi. Il finlandese ha infatti chiuso fuori dalla zona punti in 14^ posizione, dopo essersi girato al via toccandosi con Esteban Ocon e non trovando il giusto feeling con le intermedie nel corso dell’intera gara (ha fatto testacoda ben sette volte). Ed è qui che forse, la differenza tra un 7 volte campione del mondo che continua a scrivere la storia di questa nuova era della Formula 1 e colui che lo rincorre ormai da anni, si è mostrata in maniera evidente. Nel periodo più difficile della storia recente, in uno dei weekend più difficili del campionato in cui non è stato né il più veloce né tantomeno il favorito, Hamilton ha confermato di avere la stoffa che serve per essere il primo della classe.

Dopo una gara costante, partendo dalla terza posizione, a salire sul secondo gradino del podio è stato Sergio Perez, per quello che è il suo migliore risultato quest’anno. Ma ad aver dato il meglio di sé oggi, dopo una stagione davvero complicata che si concluderà con il suo addio alla Ferrari, è stato Sebastian Vettel che ha ottenuto il terzo posto al Gran Premio di Turchia: il suo primo podio del 2020. Partendo dall’undicesima posizione, al via il tedesco è riuscito a farsi strada e a guadagnare ben otto posizioni; e nel corso della gara, nonostante i due pitstop e la difficoltà nel portare a temperatura le gomme, Vettel ha avuto un passo gara costante che gli ha permesso di approfittare di un errore costato caro al compagno di squadra. All’inizio dell’ultimo giro, infatti, Charles Leclerc era terzo e a pochi decimi da Perez: e proprio tentando il sorpasso sul messicano, il monegasco ha perso aderenza (complice qualche goccia di pioggia su una pista di per sé mai stata ottimale), lasciando che il pilota della Racing Point si riprendesse la posizione e che il compagno di squadra si portasse davanti a lui. Così, Leclerc ha tagliato il traguardo in quarta posizione dopo aver costruito sorpasso dopo sorpasso, e con una strategia a due soste azzeccata (ha montato le intermedie per primo, sfruttandole al meglio), una gara che lo aveva portato in terza posizione grazie al buon  sorpasso che aveva chiuso su Max Verstappen. Rabbia incontenibile a fine gara da parte del monegasco, ma ciò che conta è che la Scuderia Ferrari ha ritrovato il sorriso con Vettel in terza posizione e lui in quarta: questo è il terzo podio dell’anno per la Rossa, ottenuto nonostante la pessima prestazione in qualifica di ieri. Oggi la Ferrari ha dunque dato un segno: un segno di vita, che speriamo non sia soltanto un flash momentaneo dato da condizioni imprevedibili persino per la Mercedes.

Tra due settimane la Formula Uno tornerà in pista nel Bahrein, per quello che sarà il terzultimo appuntamento della stagione. E a titoli ormai assegnati, non ci sarà nulla da perdere: si preannuncia un finale di stagione incandescente.