Il Catania non riesce a far gol, perde a Teramo dopo aver regalato un tempo agli abruzzesi

Così proprio non va. Terza sconfitta nelle ultime 4 partite e un solo punto in 4 giornate. Il Catania di Raffaele non riesce a ingranare la marcia, fatica tanto e rispetto alle prime giornate, sembra aver perso la bussola e l’orientamento. A Teramo gli etnei perdono di misura, un 1-0 grazie, grazie alla rete di Ilari, arrivata a soli 124 secondi dal fischio d’inizio. Per quello visto nel secondo tempo, magari il pari sarebbe stato anche meritato. Ma dal Catania ci aspettavamo qualcosina in più.

Raffaele questa volta rispetto al derby, stravolge la formazione iniziale schierando il Catania con il 4-3-3: con Claiton e Silvestri coppia centrale con Calapai e Pinto ai lati; a centrocampo a sorpresa fuori Maldonado con Izco titolare dal primo minuto insieme a Rosaia e Dall’Oglio. In attacco, vista la grande emergenza con Sarao non ancora in forma, prima da titolare per Piovanello insieme a Biondi con Pecorino punta centrale.

Appena sabato, Raffaele durante la conferenza pre-gara, dopo la deludente prestazione nel derby, ha detto che a Teramo sarebbe servita cattiveria e la squadra, stando sempre alle parole del tecnico, avrebbe avuto tanta voglia di vincere. Quello però visto in campo al Bonolis è sembrato lo stesso copione in scena al Barbera di Palermo. Un primo tempo interamente regalato ai padroni di casa che, dopo essere passati in vantaggio a soli 3’ minuti con Ilari su cross di Costa Ferreira, hanno amministrato in tutta tranquillità la partita senza alcuna particolare preoccupazione o rischio. Non pervenuto invece il Catania che, dopo il gol subito, non ha mostrato alcuna reazione e non ha creato gioco. L’unica possibile occasione per i rossazzurri è la punizione da fuori area calciata da Dall’Oglio che impegna il portiere Lewandowski, poi il buio totale. Catania spento, senza verve e deludente che dopo i 2 minuti di recupero rientra negli spogliatoi.

Solo nella ripresa Raffaele cerca di invertire il trend e inserisce al 50’ Reginaldo al posto di Piovanello. Un cambio forse un po’ tardivo che però da una scossa e al 54’ la prima occasione per il Catania porta la sua firma: su passaggio filtrato o quasi fortuito di Rosaia, il numero 10 calcia un tiro a giro che finisce di poco a lato. Al 63’ grave disattenzione del Catania che lascia da solo Bunino che si invola verso la porta, si accentra ma il pallone viene deviato in angolo. Intanto Raffaele inserisce anche Emmausso al posto di un deludente Biondi e proprio il numero 28 appena entrato spreca un’altra azione spedendo il pallone lontano dalla porta di Lewandowski. Poco dopo ci prova anche Pecorino, fra i migliori in campo, ma anche questa volta la palla, deviata, finisce sul fondo.

Intanto al 75’ Raffaele prova tutte le carte per tentare di trovare il gol del pari e sbloccare il risultato mandando dentro Maldonado, Zanchi e Welbeck, al posto di Rosaia, Izco e Dall’Oglio. Il Teramo però non molla e all’82’ il neo entrato Di Francesco fa tutto da solo e su iniziativa personale dalla sinistra si accentra ma il tiro viene deviato dalla difesa rossazzurra che rimedia in qualche modo. L’ultima occasione dei rossazzurri degna di nota è la punizione al 90’ di Maldonado che trova Pinto che stacca di testa ma il pallone oltrepassa la traversa.

Il Teramo dunque ritrova il sorriso, il Catania invece ricade nel limbo. Una squadra dal duplice volto che spreca un tempo giocando senza carattere e senza identità e che nella ripresa, nonostante l’atteggiamento più arrembante e propositivo con diverse occasioni sprecate, evidenzia un grosso limite: la difficoltà di trovare il gol su azione manovrata che in questa stagione non è mai arrivato. Servirà lavorare su questo e trovare soluzioni a centrocampo senza tralasciare l’atteggiamento (da dimenticare quello del primo tempo): il calendario sembra propizio. Nelle prossime 5 gare ben quattro partite il Catania le giocherà al Massimino (Vibonese, Turris, Bisceglie e Cavese, con l’unica trasferta in Campania, ad Avellino), un vantaggio di non poco conto, una formidabile occasione per ridare vigore alla classifica e quantomeno alle ambizioni di playoff.