Valeria Contadino a scena aperta: “Manca responsabilità da parte del governo”

Lo scorso 28 settembre, il Must Musco Teatro aveva presentato la propria rassegna di spettacoli per la stagione invernale. Il programma, stroncato ancora prima di iniziare a seguito della chiusura di tutti i teatri e cinema, con ogni probabilità, non vedrà l’alba fino all’estate 2021.

Valeria Contadino, responsabile e attrice della compagnia, ci racconta come stanno vivendo i lavoratori del mondo dello spettacolo questa (seconda) battuta d’arresto.

“Noi abbiamo portato avanti una campagna abbonamenti estenuante. Prima di questa seconda chiusura – racconta la Contadino – quando si credeva finalmente possibile ricominciare le attività, abbiamo dovuto fare i conti con la diffidenza del pubblico. Riprendere quindi non è stato facile, perché chiaramente la paura di un nuovo lockdown minava l’interesse dei potenziali abbonati. Nonostante tutto siamo però riusciti a raccogliere adesioni ma alla fine i nostri sforzi sono risultati vani. Questa nuova chiusura ci rigetta in uno stato di profonda crisi e incertezza.”

“Il nostro settore – continua l’attrice – sta sicuramente pagando a caro prezzo l’impreparazione del governo. La situazione in cui ci troviamo è anche il risultato di una spaccatura interna alla categoria. Le compagnie teatrali non sono una corporativa, non c’è comunione di intenti o unità di pensiero e questo si riflette in situazioni critiche come quella in cui ci troviamo. Tutti i lavoratori del mondo dello spettacolo sono stati altamente penalizzati. Non si può far fronte al mancato lavoro di un intera categoria con un rimborso di 1.000 €. Soldi che, tra l’altro, non sono arrivati.”

“Adesso, col Decreto Ristori, Conte ha attivato ulteriori misure e fondi di emergenza, ma se le premesse sono quelle della stagione estiva, questi soldi non penso li vedremo mai. Come lavoratrice dello spettacolo posso dire che la situazione per noi è drammatica e la realtà per i teatri non è certo migliore. Pur prevedendo questa ondata di ritorno del virus, non è stato fatto nessuno tipo di lavoro preventivo per tutelare i cittadini. Lo Stato, al momento, non sta garantendo alcuna forma di supporto alla nostra categoria, manca ogni tipo di finanziamento. Al contrario la Regione, almeno per noi in Sicilia, si è spesa tanto per supportare il settore teatrale.”

Il governo Musumeci ha già stanziato 32 milioni di euro per favorire la realizzazione di lavori tecnici e di restauro per tutti i teatri sul territorio. Sono inoltre usciti due bandi, uno per il teatro e l’altro per il cinema, che prevedono il risarcimento dei mancati posti occupati nelle strutture.

“Le risorse però sono limitate, la regione da sola non può garantire la sopravvivenza di tutti i luoghi di cultura e intrattenimento. Servono finanziamenti europei di grande impatto perchè si possa sopravvivere a questo secondo blocco delle attività.”

“Il grande problema è che manca la responsabilità del governo nel dare le dovute risorse alle categorie bloccate. Per affrontare economicamente questo lockdown molti operatori dello spettacolo hanno dovuto reinventarsi e iniziare a lavorare per le attività di ristorazione. Continuo a credere che la soluzione non sia nell’assistenzialismo, ma ora come ora il bisogno di finanziamenti è imprescindibile.”