24 Gennaio 2023
“Agata, la Santa fanciulla” tocca il cuore: lunghi applausi

Un lungo e meritato applauso ha salutato gli attori che lunedì sera hanno dato vita ad uno spettacolo dal titolo “AGATA, La Santa fanciulla”. Anteprima offerta alle autorità e alla stampa.
Venti tra attori e figuranti/narratori che hanno ben interpretato, nella fastosa location della chiesa di San Nicolò l’Arena in piazza Dante a Catania, la vita della Santa su una base che aveva come soggetto i tesori e in particolare la corona di Riccardo Cuor di Leone che indossa il busto reliquiario della Santa Patrona, custoditi dentro la basilica cattedrale a cui gli alleati, in particolare gli inglesi, giunti a Catania nell’agosto del 1943, volevano mettere le mani. Si perché un tesoro è un tesoro e come tale rimane sempre nei nostri ricordi la famosa “caccia”.

Gli Alleati in cerca del tesoro di Agata

Ma non avevano fatto i conti con il clero, i devoti alla Santuzza e le sue miracolose gesta. Una nota particolare va al regista drammaturgo Giovanni Anfuso che ha saputo ben miscelare i due momenti storici (251 dopo Cristo martirio e morte di Sant’Agata e il 1943 sbarco degli alleati in Sicilia)

Ma andiamo brevemente alla storia. Arrivano gli alleati ma molti cittadini catanesi non sono per strada ad osannare i liberatori ma, come prudenza vuole, ogni mente pensante cerca innanzitutto di capire se la frase da attribuire era liberatori o nuovi invasori. Troppi anni vissuti tra dittatura e guerra consigliamo vivamente di attendere e capire.
In città si mormora che una parte degli alleati, è a caccia dei gioielli di Sant’Agata e in particolare la Corona inglese.
La scusa è quella di “visitare” La Basilica Cattedrale per accertarsi che non si nascondessero nemici, e se trovato il sacello che li nascondesse, farlo aprire ed impossessarsi dei gioielli dentro custoditi.
Inizia praticamente all’arrivo dei militari all’interno della Basilica Cattedrale, la bella rappresentazione teatrale dove ad aspettarli trovano una suora, madre Mirella, interpretata in modo impeccabile da Barbara Gallo che assieme alla sua tuttofare Antonietta (la giovane Greta D’Antonio) e dal responsabile laico dei festeggiamenti, Orazio Pennisi (interpretato dal bravo Alessandro Romano.) Bene anche Quinziano (Davide Sbrogiò) e il sergente degli alleati James Lanciano (Angelo D’Agosta).

Pubblico inchiodato alle sedie…

Ma dal cappello del regista la storia si sposta sul martirio di Agata e sulle violenze subite dall’allora pro console della Sicilia Quinziano. Cattiveria allo stato puro contro una bella fanciulla catanese, Agata, colpevole di essersi rifiuta di sposarlo e per vendetta il Proconsole ordina di torturarla per strappare il suo consenso ma senza ottenere nulla in quanto Agata, aveva chiesto all’allora vescovo di Catania, di poter indossare il velo rosso delle vergini Votate a Cristo.
Un’ora e venti minuti ininterrotti dove il pubblico assiste ad una molteplicità di eventi che lo tengono inchiodato alle sedie. Effetti luci, musica, scenografia naturale data dal pre altare di San Nicolò, costumi riproducenti fedelmente i vari momenti storici, tutto miscelato con recitazioni e balletti che fanno dello spettacolo un vero “cult” nel suo genere.
Bravi tutti ad aver saputo trasmettere l’emozione e anche la commozione che in alcuni momenti è stata particolarmente toccante.

Spettacolo consigliato anche ai più giovani

Lo spettacolo è notevole, educativo e racconta con dovizia di particolari momenti di storia della nostra Catania e andarlo a vedere è un’occasione da non perdere. Sempre a San Nicolò gli spettacoli avranno inizio, anche con mattinate organizzate per studenti, da giovedì 26 gennaio fino a govedì 2 febbraio.
Impeccabile la co-organizzazione dell’evento tra Buongiorno Sicilia, Comune di Catania e Fondazione Oelle, che ha creato una grande installazione sul pavimento e due teli sullo Sbarco Alleato in Sicilia, di cui ricorre l’ottantesimo anniversario.

Completano il cast Giulia Messina (Agata), Santo Santonocito (San Pietro), Sebastiano Tinè (Melvin Konner), Luciano Fioretto (Corifeo), Elena Ragaglia (Afrodisia), Francesco Rizzo (Silvano). Il coro rappresentato da: Vittorio Scuderi, Ilenia Scaringi, Mariachiara Di Mauro, Francesca Castro, Giuliana Cantone, Giuliana Catania, Andrea Gigante, Manuela Grimaldi e Gloria Trischitta.
Musiche di Nello Toscano, luci di Davide La Colla, consensi per i costumi di Riccardo Cappello, movimenti scenici Fia Di Stefano, Aiuto Regista dello spettacolo Agnese Failla.

Foto Santo Consoli

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