Ancora fiamme, stavolta nei pressi del Villaggio Jonio

Oggi alle ore 13 una fumata sparsa veniva avvistata dalla vedetta Forestale CT 51. Immediatamente è giunta sul luogo segnalato la pattuglia del Distaccamento Forestale di Catania che,  accorgendosi del pericolo, lanciava l’allarme alla propria sala operativa e immediatamente scattatava la richiesta di supporto fatta ai Vigili del fuoco. Il luogo in questione?  il Villaggio Jonio e quindi il rischio per le case era elevato.

Le fiamme alimentate da un forte vento

Sul posto intervenivano la pattuglia stessa del Distaccamento Forestale di Catania con la Squadra antincendio boschivo CT 21 e l’autobotte forestale CT 40. Intanto, il fuoco, una lunghissima lingua di spaventose fiamme, si propagava alimentato dal vento incessante. L’incendio interessava la vegetazione a ridosso delle villette di via Cipresso sino all’area dunale, Zona di Riserva .
I Vigili del fuoco intervenuti con due autobotti presidiavano le abitazioni, mentre con vero coraggio e tanta esperienza il personale dell’Autobotte della Forestale CT 40 si introduceva su un sentiero rischiando di rimanere insabbiato e raggiungeva la punta avanzata dell’incendio, in pratica un fitto canneto.


Poco dopo, due mezzi della Protezione Civile dell’associazione Gruppo Volontari d’Italia e di Adrano in ausilio del Corpo Forestale di Catania, intervenivano per lo spegnimento e alle 16 si bonificava l’area. L’ennesimo incendio dunque domato, come quello avvenuto (appena!) sabato scorso.
Qualcuno del Villaggio Jonio si lamentava per il ripetersi degli incendi, altri per le sterpaglie, altri se ne fregavano e guardavano tranquillamente le operazioni di spegnimento come se stessero vedendo un film.


Solo che nella realtà i soccorritori sono costretti a un estenuante lavoro, con tanti rischi e nessun riconoscimento o gratificazione. E spesso, non saltano in aria per far allontare le persone dalle abitazioni. L’ennesimo incendio domato, quindi. E per domani cosa riserva il disegno criminoso dei criminali incendiari?
Qualcuno spera nella pioggia per disarticolare questo disegno. E se piove – osserva qualcuno – si allaga tutto, in un territorio urbano e rurale dove regna indisturbato lo stato d’abbandono e dell’abusivismo. E allora? E allora ci saranno i soccorritori di sempre a intervenire anche con i mezzi anfibi per salvare vite e cose. I soliti soccorritori…estenuante lavoro, rischi e niente o poco riconoscimento.

Orazio Vasta