Lo scorso 1° luglio 2025 è stato pubblicato l’avviso relativo all’erogazione di contributi per il sostegno e la valorizzazione della funzione degli oratori. L’iniziativa, nelle intenzioni, si propone di promuovere progetti di solidarietà, sport, inclusione, educazione e contrasto al disagio sociale e minorile.
Un obiettivo importante, che trova piena condivisione da parte di chi opera ogni giorno sul campo. Tuttavia, leggendo attentamente il decreto e i numeri che lo accompagnano, emergono criticità che non possono essere taciute.
Agostino Sella, presidente dell’associazione Don Bosco 2000, commenta: “Leggendo il bando e la missione che lo ispira mi verrebbe da fare i complimenti. Ma quando si va a verificare la copertura finanziaria, purtroppo, viene da sorridere amaramente: in tre anni sono stati stanziati 1 milione e 500mila euro, ovvero mezzo milione l’anno. Ciò significa circa 23.800 euro per regione, una vera e propria gara tra poveri. Sono cifre che non coprono neppure i costi annuali di un singolo operatore sociale. Non si può pensare di valorizzare un’istituzione educativa come l’oratorio con delle briciole”.
Il bando prevede infatti progetti articolati e impegnativi: dalla formazione degli operatori sociali ed educativi, a ricerche e sperimentazioni metodologiche, fino ad attività educative, culturali, sportive, anche interdiocesane.
Sono previsti punteggi aggiuntivi per iniziative che coinvolgano persone con disabilità, per la formazione di educatori specializzati e per progetti che includano anche gli e-sports come ponte tra videogiochi e sport tradizionali.
Obiettivi condivisibili, ma la dotazione finanziaria appare del tutto sproporzionata. “Da un lato – continua Sella – c’è un segnale positivo: il riconoscimento che l’oratorio ha ancora una proposta educativa e valoriale attuale e necessaria. Dall’altro, però, sembra mancare una reale fiducia nel suo potenziale. L’oratorio è il luogo dove i giovani trovano comunità, vengono tolti dalla strada, imparano la solidarietà, l’integrazione, l’uso consapevole delle tecnologie, l’educazione alla pace.










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