Il comunicato è chiaro. Forse un pò meno le ragioni "pratiche" visto che la variazione di potenziale pericolo resta uguale a quella dei giorni scorsi. poco in realtà è cambiato.
Il Dipartimento regionale di protezione civile infatti ha disposto il passaggio al livello F1 del sistema Etnas, che indica un’alta probabilità di accadimento imminente di fontane di lava.
Il capo del Drpc, Salvo Cocina, ha comunicato che è stata immediatamente attivata la fase locale di allarme. Contestualmente, è stata decisa "l’interdizione della zona sommitale, in applicazione delle procedure di sicurezza previste dal piano di emergenza".
Anche le guide autorizzate, quindi, dovranno attenersi a queste disposizioni: stop alle escursioni oltre quota 2500 metri.
La sicurezza davanti a tutto, certo: ma quella immagine pubblicata stamani dalla Protezione Civile sui social, ovvero una frattura con la scritta EMERGENZA, ha mandato in tilt il sistema turistico. Allarmando il mondo intero.
Immagine peraltro poi rimossa.
La realtà dei fatti è che fino a quota 2750 sarebbe stato possibile arrivare (per quale motivo esistono le guide???) anche contingentando le
presenze. Bastava organizzarsi.
Invece si è scelta la strada del "blocchiamo tutto e tutti" come se avessimo di fronte parossismi continui. Prenotazioni in tilt e mail ore fra
le guide costrette ai box.
L'Etna in realtà sta facendo il suo "mestiere", il vulcano, un vulcano attivo. Ed è in eruzione. Punto.
Frattanto l’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia – Osservatorio etneo, segnala nell'ultimo bollettino che, dalle immagini delle telecamere di sorveglianza, si osserva “una persistente attività stromboliana a intensità variabile al cratere di Sud-Est, con deboli e sporadiche emissioni di cenere che si disperdono rapidamente in area sommitale”.










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