
Orazio Vasta
Il pomeriggio del 23 dicembre 2016, era un venerdì, i pescatori Fabio Giuffrida ed Enzo Cardì, 38 anni, salpavano dal porto di Aci Trezza su un motoscafo open bianco di 7 metri, con motore di 40 cavalli, per andare a pescare attrezzati con “u conzu”, il palamito.
I due esperti pescatori sarebbero dovuti rientrare il 24 pomeriggio, in tempo per preparare con il pesce da poco pescato la cena della vigilia e trascorrere l'attesa del Natale con le rispettive famiglie.
La loro destinazione di pesca era il mare tra Agnone Bagni e Brucoli: la distanza via mare tra Aci Trezza e Brucoli è di circa 19 miglia nautiche, seguendo il profilo costiero del Golfo di Catania. La distanza in chilometri è di circa 34-35 km (1 miglio nautico = 1,852 km).
Partendo da Aci Trezza con un motoscafo e con il mare non agitatissimo, e quel venerdì il mare non era agitatissimo, il tempo di percorrenza non è inferiore ai 45 minuti.
Una distanza e un tempo di percorrenza per rientrare a Trezza nella tarda mattinata di sabato 24.
Invece, dopo il contatto telefonico tra Fabio e la sua famiglia, che risale alla mezzanotte, c'è il nulla!
L'unico elemento ufficialmente riscontrato è la cella dei due smartphone agganciata nella zona tra Agnone Bagni e Brucoli.
Che fine hanno fatto i due pescatori?
Non è mai stato riscontrato un solo elemento che possa fare pensare a un attracco con discesa a terra dei due, a un naufragio o a un incidente in mare. Inoltre, risulta che i fondali di Agnone-Brucoli sono considerate ZSC (Zone Speciali di Conservazione), con un monitoraggio costante dell'ecosistema marino. Monitoraggio che ad oggi non ha mai riscontrato nulla sulla scomparsa dei due pescatori e della loro imbarcazione.
"Analizzando" il mare tra Agnone Bagni e Brucoli risulta che è "attraversato" da una serie di attività illecite e militari.
I fondali di questa area sono ricchi di reperti antichi, che sono spesso oggetto di veri e propri saccheggi, e spesso per mano mafiosa e ndranghetista.
Nel mare specifico di Brucoli sono in corso indagini archeologiche sottomarine per definire l'ipotesi di un'origine siciliana dei Bronzi di Riace. E se i Bronzi fossero stati realmente "trovati" nei fondali del mare di Brucoli si dovrebbe indagare su com'è sia avvenuto il trasporto navale o terrestre verso la Calabria. Ma anche in quest'area niente è stato recuperato che potesse collecarsi a quella notte prenatale di 9 anni fa.
La stessa area marina tra Agnone Bagni e Brucoli è anche nota per i traffici di droga e di armi. Fabio ed Enzo si sono trovati , loro malgrado, nel posto sbagliato per la loro pesca?
Ma quello che caratterizza "legalmente" l'area è l'insediamento logistico e operativo della Marina Militare italiana con l'Arsenale Militare Marittimo (MARINARSEN Augusta) e il Comando Stazione Navale (MARISTANAV Augusta). Questa base navale supporta regolarmente le attività e le esercitazioni della NATO. Una presenza che rende questo tratto di mare massicciamente trafficato, militarizzato.
Ma neanche da questo settore è stato riscontrato nulla sui due pescatori.
Dopo 9 anni i familiari aspettano ancora notizie.
E dopo 9 anni le autorità competenti italiane, in primis la Guardia Costiera e la Capitaneria di Porto di Augusta, non hanno ANCORA qualificato la scomparsa in mare di Fabio Giuffrida ed Enzo Cardì.
Concludendo, un forte abbraccio alle famiglie di Fabio ed Enzo che in questi anni di dolore ho conosciuto e con cui ho condiviso tante iniziative per non spegnere la speranza...









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