Catania fiacco nel secondo tempo, addio primo posto
Mentre i giocatori si riscaldano al Ciro Vigorito di Benevento, allo stadio Angelo Massimino la tribuna A è stracolma di tifosi che assistono alla proiezione della partita attraverso un maxischermo messo al centro del campo. Dopo poco l’apertura dei cancelli il presidente Ross Pelligra si affaccia dai box della tribuna elitè ricevendo l’applauso di tutti i tifosi presenti che lo ringraziano per la vicinanza mostrata dopo la negazione della trasferta a Benevento ai 1369 tifosi che avevano acquistato il biglietto.
Il Catania ha giocato una buona partita, soprattutto nel primo tempo, un po' meno determinato nella ripresa.
In campo Lunetta per la prima volta dall’inizio da centravanti, come falso nueve, vincendo il ballottaggio con Caturano, mentre a centrocampo Di Noia prevale su Di Tacchio non al 100%, in più si rivede Ierardi in difesa, per il resto soliti uomini toscaniani.
Quello del primo tempo è un Catania diverso dalle altre trasferte, l’intensità è al massimo e Toscano aspetta per i primi 15 minuti il Benevento, non risultando però passivo e ripartendo con efficacia in una partita che è esattamente come ce la aspettavamo; occasioni da una parte e dall’altra per due squadre che non si risparmiano. La prima occasione è del Benevento, ed è clamorosa la risposta di Dini sul colpo di testa di Tumminello che anticipa Casasola, salvato praticamente sulla linea. Il Catania risponde con un palo di Jimenez in fuorigioco, e pochi minuti dopo, al 22’, Donnarumma pennella in area di rigore, Vannucchi esce a vuoto e basta un tocco a Lunetta, che fa 0-1 di testa esultando con la mano all’orecchio. Nemmeno il tempo di festeggiare che il Benevento guadagna una punizione dai 30 metri circa, Lamesta, proprio come il miglior Cicerelli, decide di calciare direttamente in porta, con una parabola perfetta che si insacca all’incrocio. Dini è in ritardo e dunque impotente ed è 1-1.
Il Catania chiude il primo tempo in crescita grazie a un Lunetta indiavolato, che manca di pochi centimetri l’1-2 e sembra instancabile, e un Quaini dominante, applaudito da Grella dopo uno strappo.
Sempre il numero 16, al minuto 58’, entra in modo irruento su Prisco prendendo l’ammonizione (diffidato, salterà Catania – Casertana) e venendo analizzato dalla lente del FVS per il colpo al volto, che c’è, seppur non forte e netto ma Quaini non guarda la palla ed entra sull’uomo. Revisione comunque negativa per le streghe ma rischio per il vicecapitano rossazzurro che rischiava di buttare al vento una grande prestazione individuale. Da menzionare anche un giallo inesistente a Di Noia al 47’, che uscirà poco dopo per Di Tacchio. In attacco fuori Jimenez, prestazione opaca, e al suo posto Caturano, applaudito dai tifosi presenti al Massimino. Floro Flores risponde, entra il vecchio lupo Caldirola per Della Morte, ammettendo di non voler scoprire il suo punto debole: la difesa. Questo cambio è il riflesso del secondo tempo di un Benevento conservatore e chiuso nella sua metà campo. E come biasimarlo.
Il Catania perde lo smalto e la spinta energetica del primo tempo, si affida principalmente a cross, come sempre, e tarda a fare i cambi, con Bruzzaniti che entra al posto di Pieraccini all’81’ schierando un 4-2-4. Toscano aveva parlato di un solo risultato possibile, ma è ricaduto in un eccessivo conservatorismo schierando l’attaccante in più, forse troppo tardi.
Mistero Bruzzaniti, che tra l’altro non si capisce perché non abbia avuto una chance dal primo minuto a parte i 45’ di Monopoli.
A questo punto il disastro si consuma, all’85’ con Casasola che si fa superare da un avversario, Dini para due volte, e alla terza ribattuta Mignani (Miceli immobile) fa 2-1, segnando il gol più facile e più pesante della sua carriera, tra l’altro identico a quello contro il Potenza di pochi giorni fa.
Con dieci punti di vantaggio e 8 gare da giocare, il Benevento saluta e pregusta già il ritorno in Serie B. Il Catania può già pensare a preparare i playoff. E Toscano riflettere sul da farsi per non gettare alle ortiche un'altra stagione.
CATANIA (3-4-2-1): Dini; Ierardi, Miceli, Pieraccini (Bruzzaniti 81’); Casasola, Quaini, Di Noia (Di Tacchio 61’), Donnarumma; Jimenez (Caturano 66’), D’Ausilio; Lunetta. All. Toscano
BENEVENTO (4-2-3-1): Vannucchi; Pierozzi, Scognamillo, Saio, Ceresoli; Maita, Prisco; Lamesta (Kouan 79’), Tumminello (Mignani 79’), Della Morte (Caldirola 68’); Salvemini. All Floro Flores
Marcatori: Lunetta (22’) Lamesta (25’) Mignani (85’)
Ammonizioni: Benevento: Della Morte (32’) Pierozzi (70’) Catania: Di Noia (47’) Casasola (56’) Quaini (56’) Pieraccini (66’); spettatori 12 mila con una cinquantina di spettatori di fede rossazzurra non residenti in Sicilia.
Arbitro: Drigo: (Portogruaro) Assistenti: Simone Della Mea (Udine) e Vincenzo Russo (Nichelino). Quarto ufficiale: Giuseppe Maria Manzo (Torre Annunziata). Operatore FVS: Luigi Ferraro (Frascati)










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