Catania, pareggio a reti bianche. È il momento di cambiare modulo?
Fischi tanti fischi a fine partita. Pareggio con poche emozioni al Massimino quello contro la Casertana, il punto fa male sotto il profilo morale che sulla
classifica.
I punti di distanza dal Benevento sono ora 12 a sette partite dalla fine. E il Cosenza è a quota 56 a 5 lunghezze dagli etnei. Ma preoccupa lo stato mentale del gruppo generato dai 10 punti nelle ultime 8 partite, una media che crea imbarazzo in vista dei playoff.
A questo punto Toscano (al centro dei mal di pancia dei tifosi) deve lavorare oltre che sulla testa, su tutto ciò che non funziona in vista dei playoff, sicuramente meno sulla difesa, vista la sedicesima rete inviolata in casa, ma forse un cambio modulo potrebbe essere la risposta a questo tipo di prestazione; al tecnico non piace sperimentare, è vero, ma questa è l’occasione giusta per farlo, nelle 7 partite rimaste, partite che, oltre a mantenere il secondo posto guardandosi bene da Cosenza e Salernitana, sono di preparazione e di crescita per i playoff.
Un 4-2-3-1 non significherebbe di certo consegnarsi all’avversario, anzi potrebbe valorizzare numerosi giocatori offensivi che finora non hanno reso come previsto. Del resto, non è un caso che il suddetto modulo sia usato dal Benevento, una delle pochissime squadre a non fare il solito 3-5-2 (che spesso è più un 5-3-2) in questa categoria, e che sta dominando il campionato, assediando spesso gli avversari nella loro metà campo e trovando, di conseguenza, anche alcuni gol all’apparenza fortunosi allo scadere.
Sulla partita poco da dire, il match inizia inevitabilmente contaminato dalla sensazione, che dentro quasi tutti i tifosi hanno, di dover abbandonare le velleità per il primo posto e arrendersi ai playoff; le curve invece espongono due striscioni pretendendo rispetto e fanno silenzio per i primi dieci minuti in protesta per la questione trasferta negata a Benevento.
In campo succede poco nei primi 45’, Miceli scheggia la traversa al 5’ con un tiro al volo, sempre il difensore etneo si perde Casarotto 20 minuti dopo che si trova davanti a Dini, l’estremo difensore copre bene la porta e para coi piedi il diagonale. Delle novità in formazione Bruzzaniti non trova lo strappo giusto, Caturano in ritardo su ogni lancio e in generale a tutta la squadra manca la capacità tecnico – tattica di costruire azioni efficaci, e la squadra esce tra i fischi. Nel secondo tempo Caturano in allungo manca l’1-0, poi entrano Jimenez, schierato a centrocampo, Lunetta e Celli e come sempre i sedicimila del Massimino ed i nuovi entrati smuovono qualcosa, ma non abbastanza per trovare l’1-0, nemmeno dopo 6 minuti di recupero.
Rimane emblematica l’immagine di Casasola, il miglior giocatore del Catania, disteso a terra per la fatica, sostituito da Raimo a 10 minuti dalla fine. E tra un Fvs e l'altro, si arriva col recupero al 99simo prima dei sonori fischi dalle tribune sotto gli occhi del presidente Pelligra e del vice Grella e chissà cosa si saranno detti a fine partita...
CATANIA (3-4-2-1): Dini, Ierardi, Miceli, Allegretto (Celli 64’), Casasola (Raimo 79’), Corbari (Jimenez 63’), Di Tacchio, Donnarumma (Ponsi 86’), D'Ausilio, Bruzzaniti (Lunetta 63’), Caturano. All. Toscano
CASERTANA (3-5-2): De Lucia, Heinz (Viscardi 71’), Kontek, Martino, Oukhadda, Proia (Saco 72’), Toscano, Girelli, Liotti (Bachetti 55’), Butic, Casarotto (Bentivegna 81’). All. Coppitelli
Ammonizioni: Casertana: Martino (49’)
Arbitro: Alessandro Silvestri (Roma) Assistenti: Daniel Cadirola (Milano) e Roberto Meraviglia (Pistoia). Quarto ufficiale: Alfredo Iannello (Messina). Operatore FVS: Giuseppe Minutoli (Messina).










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