Finale amaro per la prima di William Viali sulla panchina del Catania contro il Casarano; i rossazzurri sprecano un tempo giocando col freno a mano mentre nel secondo parziale giocano bene e segnano ma vengono beffati sul finale. Finisce peraltro il record di imbattibilitá interna di Dini dopo 16 partite.
Primo tempo che vede il Casarano padrone, rendendosi subito pericoloso al 2’ quando Miceli perde palla lasciando Longluso in campo aperto, poi recuperato. Le occasioni sono in maggioranza degli ospiti, e non poteva essere che l’ex dal dente avvelenato, anzi avvelenatissimo, Cosimo Chiricò, a tenere sulle spine il Massimino con due punizioni che non mancano di molto la porta difesa da Dini, non perfetto sulle punizioni ultimamente.
Grandolfo e Chiricò sono da soli nella trequarti, allora l’ex Trapani tira un diagonale che per poco non sfugge a Dini. Il Catania non riesce a trovare le trame giuste per fare paura, riuscendo a impensierire Bacchin solo al 44’ con una grande giocata alla Higuain di Lunetta: Palleggio per saltare il difensore e tiro di prima col mancino, che però è debole.
Nel secondo tempo Viali riesce a iniettare la giusta dose di energia al Catania che inizia ad attaccare l’area di rigore del Casarano, Bruzzaniti crossa per Caturano, la palla attraversa tutta l’area di rigore e sorprende Bacchin, 1-0 e gioia di tutto il Massimino, con la gemma del mercato di gennaio che trova il primo gol in rossazzuro dopo un primo tempo insufficiente, ma che esce poco dopo tra gli applausi del pubblico.
Il Catania adesso è in pieno controllo della partita, ma il diavolo si veste di rosso e rovina la festa a Viali, precisamente Ferrara dopo un buon dribbling calcia al limite dell’area, Miceli sfiora il pallone che si insacca alle spalle di Dini, che perde l’imbattibilitá in casa dopo 16 partite senza subire gol.
Il Catania ci prova in tutti i modi a graffiare i tre punti, contro un Casarano tutt’altro che granitico in difesa, ma si spegne sul tiro di Lunetta troppo lento, al 95’.
Viali, duttilità è la parola chiave
Sulla carta il modulo è un 4-2-3-1, ma come detto da Viali in conferenza, “non si stravolgerà il sistema precedente” e infatti in fase di possesso Miceli e Ierardi si allargano, si abbassano Quaini o Di Tacchio (Non il massimo come regista) per ricevere palla formando una difesa a tre con Casasola e Donnarumma sempre molto avanzati. Anche Jimenez viene incontro a prendere palla nelle situazioni di difficoltà, Viali su di lui ha speso grandi parole nel prepartita definendolo un giocatore duttile al punto di poter fare anche il playmaker in un centrocampo a tre, fermo restando che il suo ruolo ideale è probabilmente quello di stasera, ovvero di trequartista con due esterni ai lati ed una punta davanti. Prova infatti positiva per lo spagnolo.
Una volta iniziata la manovra la palla va subito a Donnarumma, oggi in forte affanno, incespicandosi sul pallone in una serata da dimenticare, si spera per la forma fisica e non per il nuovo, ma non troppo, ruolo, anche perché la squadra sembra scoperta in diverse occasioni, mostrando la prima crepa della tanto richiesta difesa a 4, due esterni titolari che sono prettamente offensivi e per questo Viali potrebbe considerare Celli al posto di Donnarumma dal primo minuto e non a partita in corso come stasera. Celli entra e rimane bloccato da braccetto a sinistra, mentre a destra Casasola, stasera non brillante come le altre volte, gioca all’altezza della metà campo. Al 72’ entra Pieraccini per Caturano (cambio discutibile) con il difensore ex Cesena che fa il terzino destro e Casasola che diventa esterno d’attacco e Lunetta punta, ammettendo si, di abbassarsi e ripartire, e dopo due gol annullati e un paio di contropiedi viene beffato da Ferrara.
Non si può dire che non manchino gli spunti, e oltre il risultato, viziato da un gol sfortunato, va messo a referto un primo tempo da 4 in pagella del Catania.
E poco importa che il Benevento sia stato battuto dal Monopoli per 2-1 e che la Salernitana abbia vinto in rimonta: i tifosi dopo questa gara non sono tornati a casa soddisfatti.
CATANIA (4-2-3-1): Dini; Casasola, Ierardi. Miceli, Donnarumma 6 (62' Celli); Quaini (62' Di Noia), Di Tacchio, Bruzzaniti (D'Ausilio), Jimenez (85' Cicerelli), Lunetta; Caturano (73' Pieraccini). A disp.: Bethers, Coco, Cargnelutti, Allegretto, Doni, Raimo, Corbari. All.: Viali
CASARANO (3-4-3): Bacchin; Bachini, Mercadante, Giraudo (78' Cajazzo); Celiento, Maiello (78' Leonetti), Logoluso, Ferrara, Chiricò, Grandolfo (63' Perez), Versienti (70' Cerbone). A disp.: Chiorra, Ferilli, Barone, Gega, D’Alena, Palumbo, Patrignani, Di Dio, Santarcangelo. All.: Di Bari.
Arbitro: Gioele Iacobellis (Pisa) Assistenti: Marco Sicurello (Seregno) e Michele Rispoli (Locri). Quarto ufficiale: Fabrizio Ramondino (Palermo). Operatore FVS: Riccardo Leotta (Acireale).
Marcatori: Bruzzaniti (54’) Ferrara (84’)
Note: Abbonamenti 12.080; Biglietti: 3.418; Totale: 15.498.
Ammonizioni: Donnarumma (19’) Quaini (24’) Grandolfo (48’)










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