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Il leader del Movimento 5 Stelle non usa giri di parole. «La questione siciliana è la questione italiana. Questa Regione è una comunità centrale per il Paese, non possiamo pensare che quello che accade qui non abbia rilevanza a Roma», tuona dala sede dell'Ars dove ha chiesto a Schifani di fare un passo indietro.
Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, a Palermo ha infatti ricordato alla maggioranza di centrodestra che la questione morale in Sicilia non è un problema che può essere ignorato dai leader nazionali. Lancia la mozione di censura alla meloniana assessora al Turismo, Elvira Amata, e avvisa: “È il primo passo, il governo Schifani deve andare a casa”.
Ad aprire la conferenza il deputato Antonio De Luca che ha ripercorso la vicenda di Amata: «È un dato evidente che Meloni pulisce i vetri del suo palazzo ma continua a nascondere la polvere sotto il tappeto in Sicilia e in altre Regioni. Il Movimento 5 Stelle, insieme alle altre forze di opposizione, nella prossima settimana presenterà una mozione di censura a Elvira Amata perché, una volta tanto, Fratelli d’Italia deve dire in modo chiaro se intende ancora avallare questo sistema e questo modo di gestire la politica. Non entriamo nel merito delle vicende giudiziarie perché non siamo magistrati, ma esistono etica, morale e coerenza e, anche se ormai hanno dimostrato in modo inequivocabile che queste doti non fanno parte del loro partito, noi vogliamo ribadire che per noi restano irrinunciabili».
Non meno significativo l’intervento del coordinatore regionale Nuccio Di Paola: «Questo governo regionale deve andare a casa il prima possibile. Da più di dieci anni il centrodestra governa e non sono state fatte le riforme necessarie ai siciliani. Penso alla sanità, ai giovani che lasciano l’Isola, alle infrastrutture carenti, mentre la Lega e altri continuano a spingere sul Ponte sullo Stretto bloccando risorse che potrebbero essere utilizzate subito. A questo si aggiungono norme impugnate e una maggioranza ferma, concentrata più sulla distribuzione di incarichi che sulle risposte ai cittadini, mentre le inchieste continuano a susseguirsi».
“La questione siciliana è la questione italiana – ha ribadito Conte – non possiamo pensare che quanto accade qui non abbia un’incidenza sull’intero Paese. Oggi c’è un problema morale ma anche politico. Mancano interventi strutturati per rispondere ai bisogni reali della comunità, mentre aumentano le inchieste e le notizie legate a favoritismi. Ormai Fratelli d’Italia ha un problema serio, non solo in Sicilia. Abbiamo visto casi che si trascinavano da anni. Non possiamo accettare che tutto questo diventi normale”.
Un contesto che non può essere accettato: “Dobbiamo far capire a tutti che non possiamo rassegnarci - ribadisce Conte - non è tollerabile che nella sanità si parli di appalti truccati: quando accade, le risorse pubbliche finiscono nelle tasche sbagliate e gli imprenditori onesti vengono penalizzati. E poi non ci si può stupire se per un esame diagnostico passano mesi, come nel caso dell’insegnante Maria Cristina Gallo, costretta ad attendere a lungo un referto fondamentale”.
Conte commenta anche l'esito del referendum: “Qualcosa è cambiato. Molti cittadini hanno espresso un voto libero da logiche clientelari. Bisogna spezzare questo circolo vizioso, altrimenti sarà impossibile riconquistare la fiducia. Il mio invito è rivolto a tutte le forze progressiste: uniamo gli sforzi. La mozione contro Amata è solo l’inizio. Questa giunta deve lasciare spazio a nuove elezioni. I segnali di inefficienza sono evidenti, non solo nella sanità. Continuare a parlare del Ponte sullo Stretto, sottraendo risorse ai fondi di coesione destinati a ridurre le disuguaglianze, significa penalizzare ulteriormente questa terra”.
Infine sull'ipotetica candidatura di Ismaele La Vardera di Controcorrente alla presidenza della Regione e l'eventuale apertura a Cateno De Luca, Conte mantiene una posizione di dialogo, pur riconoscendo la legittimità dell’iniziativa: prioritarioo il confronto tra le forze politiche per una scelta condivisa e competitiva. L’obiettivo, ribadisce, è individuare il profilo più solido per battere il centrodestra e costruire un’alternativa credibile per il governo della Sicilia.










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