
Un delicatissimo intervento di chirurgia maxillo-facciale, eseguito
all’ospedale San Marco di Catania con il contributo di uno dei massimi
esperti mondiali del settore, ha salvato la vita a un bambino di dieci
anni con un tumore raro e aggressivo.
L’operazione, condotta in endoscopia a fibre ottiche, è stata realizzata
in collaborazione tra il direttore dell’Unità Operativa Complessa di
Chirurgia Maxillo-Facciale, Alberto Bianchi, ed Ernesto Pasquini,
direttore dell’Otorinolaringoiatria dell’Ausl di Bologna e figura di
riferimento a livello internazionale della chirurgia endoscopica del
basicranio.
Determinante anche il supporto del team di anestesia, coordinato da Rino
Calabrese, direttore del blocco operatorio del San Marco, insieme
all’anestesista Valentina Schirò e a tutto il personale sanitario delle
sale operatorie e della chirurgia maxillo-facciale.
Il piccolo paziente era arrivato in precedenza all’Unità Operativa di
Oncoematologia pediatrica del Policlinico di Catania, diretta da
Giovanna Russo, con difficoltà respiratorie e altri sintomi come
frequenti episodi di epistassi (perdita di sangue dal naso). Preso
immediatamente in carico dall’oncoematologo Andrea Di Cataldo, è stato
sottoposto a tutti gli accertamenti necessari nello stesso presidio
“Rodolico”, anche con la consulenza dello stesso Bianchi.
In virtù dell’esperienza dei medici e degli esami effettuati, tra cui
una fibroscopia eseguita da Antonio Bonanno, responsabile dell’Unità di
Otorinolaringoiatria oncologica del Policlinico, è stata formulata una
diagnosi precisa: un voluminoso angiofibroma, tra i tumori benigni rari
e più aggressivi per la sua rapida crescita e l’elevato rischio di
emorragie. La massa, grande quanto una pera, si estendeva dietro il
palato, dalla base del cranio fin sopra le orbite.
Prima dell’intervento è stata fondamentale l’embolizzazione della
formazione tumorale, eseguita dal direttore della Neuroradiologia
interventistica dell’ospedale Garibaldi Nesima, Gianluca Galvano,
coadiuvato dal neuroradiologo interventista Alfio Cannella, per bloccare
l’afflusso di sangue al tumore e ridurre il rischio emorragico. In
questo caso, l’assistenza anestesiologica è stata effettuata da Daniela
Di Stefano direttore della UOC di Anestesia e Rianimazione del presidio
Garibaldi Centro, coadiuvata dal collega Francesco Tornitore.
Grazie a questa preparazione, l’intervento è stato portato a termine con
successo in poche ore. Il bambino è già in netto miglioramento e sarà
dimesso nelle prossime ore, per poi proseguire con i controlli di
follow-up.
“Questo risultato – ha dichiarato il direttore generale dell’Azienda
Ospedaliero Universitaria Policlinico “G. Rodolico – San Marco”, Giorgio
Giulio Santonocito- rappresenta un esempio concreto dell’altissimo
livello professionale e umano dei nostri medici che hanno individuato da
subito la diagnosi corretta, e di come la collaborazione tra le diverse
realtà sanitarie possa fare la differenza. La perfetta sinergia tra le
aziende ospedaliere catanesi e le eccellenze presenti a livello
nazionale, ha consentito di affrontare con successo un caso estremamente
complesso, e di garantire al piccolo paziente le migliori cure
possibili”.
"L'embolizzazione per questo tipo di tumori – afferma Gianluca Galvano
a capo dell'equipe neuroradiologica dell’ospedale Garibaldi- è un
trattamento di radiologia interventistica preoperatoria fondamentale per
ridurre l'elevata vascolarizzazione del tumore. Eseguita 24 ore prima
della chirurgia, tramite l'utilizzo di strumenti miniaturizzati sotto
guida radiologica, ha lo scopo di chiudere i vasi che nutrono la massa,
minimizzando il rischio di emorragie intraoperatorie, limitando le
trasfusioni e facilitando l'asportazione"










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