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Undici mesi senza stipendio. Parliamo dell'Oda di Catania. Undici mesi senza reddito, senza tutele, senza risposte. Oggi il risultato è drammatico: una lavoratrice rischia di perdere la propria casa.
La donna, che ha contattato direttamente Santo Musumeci, il presidente dell'associazione Catania PIÙ Attiva dopo averlo conosciuto durante le manifestazioni dello scorso anno per il pagamento degli stipendi, ha raccontato una realtà fatta di debiti accumulati e totale assenza di prospettive.
Negli ultimi due mesi le retribuzioni correnti sono riprese. Ma gli arretrati – quasi un anno di lavoro – restano bloccati. E, secondo quanto circola tra le lavoratrici, potrebbero essere pagati non prima della fine del 2026.
Una prospettiva inaccettabile.
Perché nel frattempo le bollette arrivano. Gli affitti scadono. E le persone vengono sfrattate.
È esattamente ciò che sta accadendo: la lavoratrice non è in grado di pagare gli affitti arretrati (12 mesi)e a breve dovrà lasciare l’abitazione, con il concreto rischio di ritrovarsi in strada.
“Questa non è una difficoltà temporanea. È una responsabilità precisa – denuncia Catania Più Attiva –. Quando non si pagano gli stipendi per mesi, si mettono le persone nella condizione di perdere tutto: casa, dignità, stabilità”.
Non si tratta nemmeno di un caso isolato. Già lo scorso anno l’associazione era intervenuta in una situazione analoga, attivando una raccolta fondi per evitare conseguenze ancora più gravi per un’altra lavoratrice.
“Oggi siamo di fronte all’ennesima emergenza annunciata. E non è più tollerabile assistere in silenzio”.
Catania più Attiva chiede interventi immediati e concreti:
* lo sblocco urgente degli arretrati
* misure straordinarie di tutela per i lavoratori coinvolti
* assunzione di responsabilità da parte di tutti i soggetti competenti
“Allo stesso tempo – prosegue l’associazione – non permetteremo che questa persona venga lasciata sola. Se necessario, attiveremo ogni forma di mobilitazione e solidarietà”.
“Qui non si tratta solo di stipendi in ritardo. Qui si sta decidendo se una persona deve finire in mezzo alla strada. E questo, in uno Stato civile, è semplicemente inaccettabile”.
Catania Più Attiva annuncia che la vicenda sarà portata all’attenzione pubblica e mediatica con ulteriori iniziative nei prossimi giorni.









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