Pareggio e secondo posto sempre più vicino nella partita del ritorno di Toscano, accolto dagli applausi dei tifosi. Cicerelli torna al gol, Catania più che sufficiente.
Il Catania sale a 69 punti a + 3 dal Cosenza e dalla Salernitana: basta quindi un pareggio a Caravaggio contro l’Atalanta U23 per chiudere la pratica secondo posto.
Il Catania che non vince da tre turni, avrebbe dovuto archiviare già da almeno due partite la pratica ma la discutibile parentesi Viali ha ridato speranze alle inseguitrici.
Il Massimino torna carico di entusiasmo per assistere al Catania 2.0 di Toscano, che viene accolto da scroscianti applausi appena esce dal tunnel, accompagnato da Grella e Pelligra, in un’istantanea che racconta il nuovo triumvirato voglioso di Serie B.
Con l’assenza di Casasola per infortunio (da capire l’entità della lesione del retto femorale destro) il gioco di Toscano, orientato molto sugli esterni, si affida ad un Donnarumma rinato e ad un Raimo che si fa trovare pronto sostituendo forse il giocatore migliore della rosa.
Il resto della formazione (3-4-2-1) è composta dai fedelissimi di Toscano, ad eccezione della trequarti che vede Bruzzaniti e D’Ausilio; il primo incompleto nonostante qualche sprazzo interessate, ma troppe palle perse giocando a testa bassa e venendo triplicato, mentre D’Ausilio è stato decisamente insufficiente, anche se ad uscire alla fine dei primi 45’ sarà proprio Bruzzaniti per Lunetta.
L’entusiasmo e la grinta toscaniana si respirano nei primi minuti, in cui prima Bruzzaniti da dentro l’area, e poi Quaini da fuori, sporcano i guanti di Franchi.
Poi un lampo, anzi il buio, Quaini si abbassa per costruire e perde palla davanti l’area di rigore, Erradi quindi serve D’Auria che facilmente finalizza davanti a Dini, e non bastano le imbucate di Miceli per gli esterni a pareggiare alla fine dei 45’, e la squadra torna nello spogliatoio tra sonori fischi.
Al 46’ esce come detto Bruzzaniti per Lunetta, e Quaini (ammonito e in diffida, quindi assente contro l’Atalanta U23) per Corbari, ma i cambi che sanno davvero di voglia di assaltare la partita arrivano al 60’: Cicerelli per Raimo e Jimenez per Di Tacchio.
Saranno i cambi a deciderla: al 71’ Corbari arriva a rimorchio dell’area di rigore, calcia e guadagna rigore per fallo di mano, Cicerelli trasforma tornando al gol tanto atteso, ma Corbari poco dopo deve uscire dal campo per un fastidio, coronando una stagione molto sfortunata in cui ha dovuto interrompere una delle poche occasioni per mettersi in mostra, e la dice lunga sulla qualità del tanto criticato centrocampo del Catania, che seppur mancante di un regista puro ha due giocatori all'altezza per la categoria come Quaini e Di Tacchio.
Franchi tira fuori il paratone su Forte, nell’occasione più clamorosa di un secondo tempo del Catania in cui manca genialità e invenzione nello stretto per vincere, ma sicuramente non la grinta e la voglia di vincere, sentimento che, abbinato ad una buona, ma non eccellente, prestazione fa ben sperare. Un secondo tempo in cui s sono viste delle buone trame e tanta voglia di far bene nonostante la scarsa precisione negli ultimi 15 metri. Forse è mancata l'intensità.
A fine gara la squadra ha ricevuto fischi e applausi e dalla Curva Nord si è levato un coro eloquente: "A Catania non si passeggia...".
CATANIA (3-4-2-1): Dini, Pieraccini, Miceli, Celli; Raimo, Quaini (Corbari 46’), Di Tacchio, Donnarumma; D’Ausilio, Bruzzaniti (Lunetta 46’); Forte. All. Toscano
POTENZA (4-3-3): Franchi, Kirwan, Riggio, Camigliano (Balzano 50’), Rocchetti; Castorani, Erradi (Ghisolfi 65’), De Marco; Schimmenti (Maisto 65’), Murano, D’Auria (Mazzeo 81’). All. De Giorgio
Ammonizioni: Quaini (45’) Celli (51’) Riggio (52’) Kirwan (58’) Maisto (74’)
Marcatori: D’Auria (27’) Cicerelli (73’) su rigore
Arbitro: Erminio Cerbasi (Arezzo) Assistenti: Manuel Marchese (Pavia) e Roberto D'Ascanio (Roma 2). Quarto ufficiale: Dario Di Francesco (Ostia Lido). Operatore FVS: Lorenzo Chillemi (Barcellona Pozzo di Gotto).










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