.jpeg)
Una delle società di calcio a livello giovanile e dilettanti più antiche è senza dubbio la Libertas Palestro, dell’omonima piazza. Nata grazie ad alcuni dirigenti molto appassionati, ma con pochi quattrini come Fichera, Smirne e Marchese, che gestivano negli Anni Settanta una piccola sede con giochi di calcio balilla, carambola e ping pong, la Palestro ha avuto momenti di grande fulgore grazie alla grande passione di “zio Turi Nicolosi”, che la rilevò chiamandola prima Palestro Plebiscito e poi Palestro Ragazzini Generali! Certamente questa società ha avuto il suo mentore in Orazio Fichera, un operaio della Sirte, che aveva ottimi rapporti con i politici del tempo della Democrazia Cristiana, un grande partito popolare, che governava la città fin dagli anni Cinquanta con il sindaco prof. Magrì. Ma erano altri tempi…
I colori sociali giallorossi erano anche un simbolo: quello della Sicilia agricola e lavoratrice, segno dei tempi che stavano mutando a poco a poco, culla di una sorta di “correlativo oggettivo”, cioè formula di quella particolare emozione, in cui una successione di eventi (strettamente calcistici…) evocava nella partita stessa l’esperienza sensibile di aiutare i ragazzi a crescere fisicamente ed intellettualmente e, soprattutto, allontanarli dalla strada (a quei tempi molto pericolosa…) per avviarli, ove possibile, ad una vita migliore.
In una traversa di quella piazza era nato nel 1948 il grande giocatore Pietro Anastasi, che a soli 14 anni andò a giocare nella Don Bosco dei salesiani (io posseggo una foto storica dell’epoca…) di via Teatro Greco e poi se andò alla Trinacria con l’allenatore Giovanni Ursino, un grandissimo talent scout, che oggi guadagnerebbe milioni di euro per il suo “fiuto” calcistico da far paura. Chissà se Orazio Fichera avesse incontrato Anastasi qualche anno prima, visto che una miriade di ragazzini giocavano nella piazza, poi al vecchio campo Duca d’Aosta ed al XXXI Maggio! Il destino è sempre capriccioso: perché se Fichera avesse scoperto Anastasi egli stesso lo avrebbe portato alla Juve, senza passare per Massiminiama e Varese!
Ma andiamo avanti. Il momento più decisivo di questa grandissima società è stato l’avvento della Pol. Plebiscito di zio Turi Nicolosi. Un presidente eccellente per diversi motivi. Primo: era sincero, onesto, obiettivo, un cultore del calcio, ogni sua parola era Vangelo e pagava profumatamente tutti, e dico tutti, i suoi collaboratori: Saro Gulisano, Nino Rausi, Pippo Tirri, Salvo D’Arrigo, De Maria, Orazio Santonocito, Turi Castorina (consulente…), Pippo Indelicato, e molti altri che non ricordo più. Se tutti questi personaggi fossero nati a Parma, a Bergamo, o ad Empoli, oggi sarebbero milionari, perché possedevano una preparazione calcistica di rilievo, concreta, pragmatica. Ma soprattutto non speculavano sulla pelle dei ragazzi. A ciascuno il suo.
Percorrere tutta la vita calcistica della Palestro è impossibile, ma una cosa è certa: in questa società ci sono stati calciatori fortissimi: Tuccio Giustolisi, Armando Todaro, Saro Pantellaro, Nino Santonocito. Turi <Cina> Giuffrida, Ignazio Pandolfo, Nino Rausi, Giuseppe Carbonaro, che hanno fatto la <storia> della società. Ma quale è stato il punto più imponente della sua storia? Giocare contro il Catania Calcio di Angelo Massimino nel 1993-94 nel campionato di Eccellenza! Incredibile ma vero: la Palestro è stata l’unica società sportiva catanese a giocare in campionato contro i rossazzurri!
E’ inutile dirlo che nella partita allo stadio Cibali Palestro-Catania io c’ero con il collega Carmelo Gennaro: lui si occupava della partita (Luigi Prestinenza non ci andò mai…) e io della Palestro! Non mi ricordo neanche il risultato finale, ma il campionato lo vinse il Gravina Katane Sivoriana, come si chiamava all’epoca e, sapete chi era l’allenatore? Incredibile: Giovanni Campanella, ancora oggi sulla breccia. Non ci posso credere. Unico sopravvissuto: Giovanni Campanella, gli altri dimenticati per sempre. Ma c’è sempre un testimone valido e preparato: il collega ed amico Franco Anastasi a cui passo la palla. Grazie.
Nella foto una formazione della Libertas Palestro Allievi del 1972: direttore Fichera, Spina, Cascio, Marletta, Nicotra, Palla, Todaro, all. Reitano; in basso: Di Grazia, Lapis, Carbonaro, Pacini, Fiumefreddo, Di Carlo.
Foto dono di Gianni D’Agata, elaborazione grafica con intelligenza artificiale di Andrea Calareso.









.png)



.jpeg)
.jpeg)


.jpeg)
.jpeg)







