
Un’iniziativa di rilievo internazionale ha recentemente rafforzato il dialogo tra Italia e Malta sul tema dell’autismo, ponendo al centro un approccio innovativo fondato sull’integrazione tra scienza, dimensione umana e cooperazione istituzionale.
L’evento, inserito nel corso di aggiornamento dal 23 al 26 aprile scorsi, ha visto la partecipazione di rappresentanti del mondo accademico, sanitario e giuridico, configurandosi come un momento di confronto di alto profilo e di concreta progettualità.
Tra i protagonisti, la Prof.ssa Cristina Tornali, docente presso l’Università di Catania, Chair della Divisione Autismo Kiwanis Italia-San Marino-Malta, Dirigente medico ASP Messina-Taormina per la Riabilitazione e Direttore del Centro Siciliano dell’Accademia di Arte Sanitaria con sede a Roma, da anni impegnata nello sviluppo di modelli innovativi per la presa in carico delle neurodivergenze.
Un modello che supera la visione tradizionale dell’autismo
Nel corso dell’incontro è stato presentato un approccio che interpreta l’autismo non esclusivamente come disturbo, ma come condizione neurodivergente, da comprendere attraverso una lettura integrata dei processi neurofisiologici, sensoriali e cognitivi.
Il modello proposto si basa su mediazione cognitiva, valorizzazione dei punti di forza e integrazione tra riabilitazione e contesto ambientale, superando paradigmi esclusivamente deficitari e orientandosi verso una visione più ampia e personalizzata della persona.
I protagonisti e le istituzioni coinvolte
All’iniziativa hanno preso parte figure di rilievo del panorama istituzionale e scientifico, tra cui l’Avv. Silvio Aliffi, Presidente del Club Kiwanis Malta First, il Prof. Ignazio Vecchio, neurologo e docente di Storia della Medicina e Bioetica Medica, in rappresentanza della Società Italiana di Storia della Medicina, presieduta dal Prof. Elio Cardinale, il Dott. Paolo Trotta, Presidente del Club Kiwanis Cosenza, e il Dott. Augusto Cantone, Presidente del Club Kiwanis Acicastello Riviera dei Ciclopi, insieme a rappresentanti del network Kiwanis International e del mondo accademico e sanitario
Ricerca e sviluppo clinico sul territorio
Il progetto si inserisce in un programma di ricerca di più ampio respiro sviluppato in partenariato con il Mediterranean Movement for Children, presieduto dalla Marie Louise Coleiro Preca, Former President of Malta.
Le attività prevedono lo sviluppo di percorsi di ricerca e applicazione clinica anche presso l’ASP di Messina, con il coinvolgimento della U.O.C. di Riabilitazione diretta dal Prof. Giuseppe Quattrocchi e delle strutture territoriali, tra cui il presidio di riabilitazione di S. Teresa di Riva, quale sede operativa per l’implementazione dei modelli riabilitativi.
Il contributo accademico e la continuità progettuale
L’iniziativa si inserisce inoltre in un percorso accademico già avviato presso l’Università di Catania, con il coinvolgimento del Dipartimento di Scienze della Formazione (DISFOR), diretto dalla Prof.ssa Ordinario Paolina Mulé che ha già aderito al progetto di sensibilizzazione sull’autismo negli anni precedenti.
Una rete internazionale per l’autismo
La collaborazione tra Italia e Malta evidenzia come la costruzione di reti internazionali rappresenti uno strumento fondamentale per affrontare la complessità dell’autismo.
Attraverso lo scambio di competenze e la condivisione di modelli operativi, è possibile migliorare la qualità della presa in carico, sviluppare protocolli innovativi e rafforzare il supporto alle famiglie.
Dalla teoria alla pratica: impatto concreto
L’iniziativa ha prodotto ricadute operative significative, contribuendo a potenziare i percorsi riabilitativi, promuovere strumenti diagnostici avanzati e sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica.
Un modello che integra ricerca, clinica e azione sociale, trasformando la cooperazione internazionale in risultati concreti.
Verso una nuova cultura dell’autismo
Il messaggio emerso è chiaro: è necessario costruire una nuova cultura dell’autismo, fondata su inclusione, personalizzazione degli interventi e riconoscimento della diversità come valore.
Un cambiamento che richiede il contributo congiunto di medicina, istituzioni e società civile.
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