
Negli anni Sessanta e Settanta una delle società più importanti di calcio giovanile fu la Katane del
presidente Ciccio Ansaldi, che con grande passione e competenza cercava ragazzi all’oratorio San Filippo
Neri di via Teatro Greco 32, in via Trinità, a San Cosimo e lungo via Vittorio Emanuele, via Plebiscito e piazza
Palestro, alla Cava e al Cibalino! Incredibile.
Non era affatto facile trovare materiale umano, visto che a quei tempi molti bambini giocavano davanti il lido Spampinato alla Plaia, oppure al Villaggio Goretti, nel campo privato di Collura e Sapienza. Ma Ansaldi non si perdeva d’animo, visto che poteva disporre di qualche centinaio di migliaia di lire e aveva con sé il bravissimo allenatore Caruso.
Ma, soprattutto, durante l’estate andava a vedere i campionati aziendali che spopolavano in tutta Catania. Il metodo era molto semplice. Ansaldi diceva ai suoi ragazzi: “Se avete qualche compagno di classe, o di giochi, oppure, lo vedete alla Plaia, portatelo in sede, poi gli facciamo fare qualche provino con il nostro allenatore!”. Tutto semplice, il discorso non faceva una grinza.
La società nel 1962 era sponsorizzata dall’Endas, un ente di promozione sportiva del Partito Repubblicano
Italiano, che a quei tempi cercava visibilità in seno al Consiglio Comunale di Catania, perennemente un
partito di pochi iscritti, ma con grande prospettive future, visto che era frequentato da professionisti,
giornalisti, antifascisti, piccoli e grandi imprenditori, costruttori e da qualche avvocato.
Bene. Nel 1962 la Katane allievi era formata da Barravecchia; Salice, Pavone; Scaduto, Sciuto, Caruso; Nicotra, Marletta, Breve, Mineo e Battaglia. Io conoscevo il solo Marletta che giocava ai salesiani San Filippo Neri. Ma il più forte di tutti era il portiere Barravecchia, molto conosciuto al “Cibalino” perché ogni estate Bar Viscuso, Gomme Sicali, Ortofrutticoli Aiello, Legnami Torrisi, Fatme, Sip ,Supermiscela, se lo contendevano con omaggi, gadget, soldini, pasticcini e buoni mensa (ma qualche banconota da 10.000 lire faceva comodo…!).
Si viveva così, alla buona. Un tuffo dove l’acqua è più blu e niente più, cantava Lucio Battisti… Gli avversari più agguerriti erano: Trinacria, Bovio, Pollo d’Oro, Olimpia, Pol. Don Bosco con il grande Vito Napoli, Fulgor Trecastagni, Esperance, Club Catania Calcio, Castor, Agip Ursino, Fiaccola, Inas Cibali, Catanese, Grimau, Libertas Fortino, tutte società di calcio giovanile indipendenti, i cui giocatori non avevano neanche il borsone per poter mettere i loro indumenti, e i molti si portavano dappresso le loro scarpe personali in una busta di plastica! E spendavano ben 30 lire per l’autobus numero 24. Pazzesco. Eppure in mezzo a un milione di sacrifici il mondo
stava cambiando, ma nessuno ci faceva caso.
Nel 1963 c’era il quotidiano “Espresso Sera”, che ogni mercoledì, grazie all’arbitro-giornalista Domenico
Tempio, pubblicava le foto, i risultati, le classifiche e gli articoli di alcune partite,e grazie all’arbitro, e poi
giornalista, Paolino Licciardello, questa pagina era molto letta dai ragazzi, tanto che l’anno dopo il capo
servizi del quotidiano “La Sicilia” Luigi Prestinenza ordinò all’avvocato Giuseppe Garozzo e al prof. Alfio Spadaro di stampare nove colonne de “I giovani e il calcio”, che durò fino al 2000 con Lorenzo Magrì! Un successone.
Ma torniamo alla Katane. La soddisfazione più grande per Ciccio Ansaldi arrivò nel 1965 quando l’allenatore
del Catania in Serie A Carmelo Di Bella faceva disputare ogni giovedì mattina una partitella contro una
squadra giovanile e chiamò, per il tramite di mister Caruso, i ragazzi del ’47 dei giallorossi della Katane!
Incredibile ma vero. Quel giovedì mattina l’allenatore Caruso invitò allo stadio Cibali tutti i ragazzi che non
avevano impegni. Si presentarono in 10, mancava un giocatore…Io ero lì, Caruso mi vide e disse: "Pappalardo, tu sei del ’49, ma gioca lo stesso! Spogliati". Rimasi paralizzato dall’emozione ma non avevo le scarpe! Il buon massaggiatore Angelo Calanna mi prestò i suoi scarpini. Numero 42.
Io avevo il numero 40, ma non aveva importanza. Mi misi due paia di calzettoni. Barravecchia giocò con il Catania e Vavassori giocò con noi! Perdemmo per 10 a 0 e il buon Calanna per premiarmi mi offrì un tè bollente
meraviglioso, zuccherato alla massima potenza. Non dissi nulla a mio padre: avevo “caliato” la scuola per
la prima volta nella mia vita. Ma ne era valsa la pena. Che emozione calcare il terreno di gioco dello stadio della mia città, della mia squadra del cuore e vedere da vicino i calciatori del tempo come Renato Rambaldelli, Giorgio Michelotti, Remo Bicchierai, Giampaolo Lampredi, Chinesinho, Franco Cordova, Giancarlo Danova e Sergio Codognato.
Poi la Katane crebbe a dismisura con iscrizione in Prima Categoria, molti giocatori venduti a caro prezzo
negli anni Settanta (ricordiamo con piacere uno per tutti Pippo Impellizzeri, ceduto all’Acireale) e vinse il
titolo di vice campione d’Italia juniores sul lago di Garda, mentre io, giornalista al quotidiano La Sicilia, pubblicai la notizia sulle 5 colonne de “I Giovani e il Calcio”!
Pubblicai anche, una settimana dopo, tutte le foto dei ragazzi con l’allenatore Ettore Fieramosca, sì, proprio così si chiamava, come il grande eroe italiano.
Negli Anni Novanta le spese della società cominciavano a diventare esorbitanti. Impossibile continuare, e,
così la Katane si trasferì a Gravina, che già aveva acquisito la Sivoriana. Incredibile, tre società di altissimo
livello unite a Gravina con il presidente Munzone e suo figlio!
Nel 1993-’94 il Gravina Katane Sivoriana vinse il campionato di Eccellenza e venne promosso in serie D con l’allenatore Giovanni Campanella.
Addio Katane, per 40 anni è stata una delle squadre più belle e più forti di calcio giovanile e dilettanti di
tutti i tempi, ma con la scomparsa di Ciccio Ansaldi tutto ha avuto fine. Oggi non lo ricorda più nessuno. O,
no?
Foto di Gianni D’Agata al campo Turati alla Plaia elaborata da Gemini e coordinatore Andrea Calareso,
archivio storico del quotidiano La Sicilia









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