L’ex capitano del Catania Davide Baiocco oggi allena l’U17 del Bastia Calcio (Perugia); ma segue sempre con interesse le vicende dei rossazzurri e nello specifico la lunga vigilia che porterà ai playoff degli etnei.
Baiocco non ha peli sulla lingua: Catania tra le favorite, ma attenzione però alle avversarie come Renate, Salernitana, Brescia e Ascoli. E su Toscano? “Preferisco un gioco più spregiudicato, ma spesso ha portato a casa la promozione in B”, afferma con voce determinata dall'altro capo del telefono.
Come vedi il Catania ai playoff?
“Sono fiducioso per i playoff, la squadra è di livello e salire è quello che vogliamo tutti noi, purtroppo sono una lotteria, come la Serie C, su 60 squadre ne salgono solo 4, percentuale del 3%, ridicolo, come andare al casinò. Per questo bisognerebbe essere equilibrati come ha detto Toscano, un ambiente unito anche se non dovesse vincere quest’anno, ma rimane compatto, a quel punto è giusto continuare con il progetto, o comunque fare le dovute valutazioni oneste e porre delle critiche costruttive, senza fare processi alle intenzioni o dire che è tutto sbagliato, anche in caso di vittoria alcune cose non si fanno bene e viceversa. Essere positivi o negativi porta lo stesso dispendio mentale, quindi giusto essere positivi.
Il tifoso va rispettato e ascoltato, ma poi l’investimento sulla società è un’altra cosa: Il marchio, Torre del Grifo, le scelte tecniche e tanto altro. E ci sta che a volte alcuni tifosi non condividano alcune mosse societarie, ma bisogna comunque portarle avanti, se ritenute giuste dai dirigenti, a prescindere dai giudizi esterni”.
Che ne pensi Toscano come allenatore?
“Intanto per esprimere un parere dovrei vederlo lavorare, questo in generale, comunque i suoi principi di gioco sono chiari: Migliore difesa e gruppo compatto, con un gioco mirato al risultato, 70 punti sono tanti, il Benevento ha fatto qualcosa di straordinario ed è scappato. Io preferisco un calcio più spregiudicato e meno conservativo, ma ovviamente non c’è un unico modo di vedere le cose e raggiungere l’obiettivo, cioè la Serie B, cosa che Toscano ha fatto spesso in passato, e questo sarà un punto di forza nelle gare secche”.
Condividi la scelta di giocatori e società di andare in ritiro?
“Non mi piacciono molto i ritiri, non so quanto possa essere utile, più che altro non ne capisco il motivo preciso, se è per lavorare ed organizzarsi meglio a livello logistico sono d’accordo, ma se devo aspettare che un giocatore mangi bene perché è in ritiro, non credo che sia la via. Credo invece che il lavoro e la responsabilizzazione funzionino più della privazione, parlo per esperienza personale sia da calciatore che da allenatore, meglio far capire perché una cosa non va fatta piuttosto che privarla, almeno questo il mio pensiero, non solo nel calcio”.
I giocatori che ti entusiasmano di più in questo Catania?
“Sicuramente Cicerelli, Casasola, Lunetta e Jimenez, ma parlare di singoli è riduttivo, parliamo di una rosa molto forte, ti ho citato nomi di attaccanti ma ricordiamoci che lì dietro c’è una difesa solidissima che assieme a Dini è un punto di forza, ti fa partire con un punto in più degli avversari”.
Quali sono le squadre più temibili ai playoff?
“Ci sono tante squadre che hanno investito molto, soprattutto le seconde Ascoli e Union Brescia, devo dire che dovessi sceglierne una l’Ascoli è quella più forte, oltre quelle non scordiamoci il Ravenna e la Salernitana, ma anche il Renate, che ha speso pochissimo ed è stata al pari con squadre più facoltose, questo perché ha compensato con il gioco. Prima di tutto però bisogna concentrarsi su noi stessi, mentalità e atteggiamento”.
Lavori nel mondo del calcio?
“Alleno l’under 17 del Bastia Calcio, in provincia di Perugia, coi miei ragazzi ho perso la finale per i regionali A1, in un campionato però altamente positivo, i ragazzi hanno cambiato punti di vista a livello formativo e calcistico, è questo quello che conta, uno di loro ha esordito in Eccellenza, un altro in panchina, un 2009 ed un 2008”.
Cosa c’è da migliorare nella gestione dei giovani calciatori italiani?
“Se vogliamo cambiare il movimento calcistico italiano dobbiamo mettere da parte il risultato, o al massimo accompagnarlo a certi comportamenti calcistici e soprattutto umani, ad esempio, le minacce e le intimidazioni subite durante Aci Sant’Antonio – Belpasso dall’arbitro La Franca da parte dei giocatori del Belpasso sono vergognose, devono essere radiati, questo non è calcio, il campo deve darci gioia, quando gioco penso a me e non agli avversari, vincere con rispetto, questo è il messaggio da dare alle nuove generazioni. Marco (Biagianti, ndr) sta raggiungendo ottimi risultati coi giovani, però non posso giudicarlo se non lo guardo lavorare nel quotidiano”.










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