
Nel microcosmo del calcio giovanile siciliano quale era il ruolo dei vari paesi etnei? Viagrande, Tremestieri,
Misterbianco, San Gregorio, Trecastagni, San Giovanni la Punta, Paternò, Aci Sant’Antonio, Acireale e poi il
Sant’Agata li Battiati cercavano di contendere in tutti i modi lo strapotere delle catanesi. Ma non era facile.
Anni d’oro dal 1960 al 2000! La FIGC della Provincia di Catania per numero di tesserati e di società
calcistiche era la seconda d’Italia subito dopo la Lombardia. Il tanto apprezzato presidente provinciale FIGC
Alfio Di Grazia aveva un Potere Assoluto, perché era giusto e sacrosanto, intelligente a capace. Il successore
fu il grande allenatore Pippo Crisafulli, che ereditò un vero e proprio esercito con oltre 15 dirigenti federali.
C’erano Catarame,Salerno, Ravidà, Petraliti, Privitera, Anelli, Prezzavento, Marletta, Rigoli, Trombetta,
Priolo, e tanti altri. Insomma, una fucina di grandi appassionati e volontari.
La cosa più importante era avere un campo di calcio a disposizione per poter avviare degnamente una
campagna ingaggi dei ragazzi, mettere un pietra d’angolo a sostegno di una sportività e di un senso del
dovere, ma,soprattutto, non dovevano mancare i politici seri ed apprezzati, degni di essere onorevoli. Non
era affatto facile. Fu così che nacque la Puntese a San Giovanni la Punta con un bellissimo campo
regolamentare, alcuni dirigenti appassionati della Pro Loco, e qualche consigliere comunale di larghe
vedute. Questa società ebbe il grande merito di richiamare da Catania, da Viagrande e qualcuno da Battiati,
per mettere su uno squadrone. Questi sportivi,( udite- udite!) , d’estate organizzavano un campionato vero
e proprio con 12 squadre aziendali provenienti quasi tutte da Catania.
Gli arbitri erano indipendenti guidati da Michele Saraceno, Saro Bonaccorso e Pippo Suriani, se non ricordo male dopo 60 anni!
Ecco una formazione della Puntese che vinse anche un titolo provinciale nel 1967. Balsamo (Licciardello); Allegra, Tonzuso; Coco, Cristaldi, Guarnaccia; Coppola, Nicolosi, Valenti, Gliozzo, Amarù.
Nello stesso perido era nata una grandissima squadra: San Gregorio Calcio formata, selezionata ed allenata
dall’allenatore Garozzo che propose una formazione di “giganti” a soli 18 anni! Tutti i giocatori
possedevano un fisico eccellente. Magari la tecnica non era sopraffina, ma questi ragazzi avevano a
disposizione ogni giorno il meraviglioso campo di calcio (all’epoca, non oggi…!) e, di conseguenza, potevano
provare, riprovare ed invitare altre squadre per la famosa partitella del giovedì. In una di queste c’eravamo
anche noi di piazza Giovanni , molto scapestrati, e ci rifilarono ben 5 gol con estrema facilità. Bene, ecco i
nominativi: Pennisi, Dell’Arse, Toscano, Caltabiano, Bonaccosrso, P. Garozzo; S. Garozzo, Favara, Pulvirenti,
Monaco, A. Pennisi, Gaggeci, Rasà.
Invece negli Anni Ottanta, grazie alla costruzione dello stadio di Sant’Agata li Battiati i cittadini locali,
considerati dai catanesi molto snob, perché vi furono costruite centinaia di villette, cominciarono a creare i
presupposti per avviare una campagna di rafforzamento di tutti i figli dei residenti.
Una sorta di rastrellamento tedesco per avviare al gioco del calcio centinai di bambini. Incredibile, da zero a 500
giocatori in una diecina di anni! Ma chi sono stati questi pionieri del calcio? Chi sono stati i dirigenti
illuminati che hanno rivoluzionato sportivamente parlando tutto il paese? Sicuramente i fratelli Fazio,
Giorgio e Pippo Borbone, Santapaola, l’ingegnere Tosto, il sindaco Uccio Spampinato, l’assessore Pagano, il
presidente Tringali, l’allenatore Carmelo Scuderi, il bravissimo Natale Serafino, il dirigente Pippo Sabini,
Franco Di Paola, la famiglia di Orazio Russo, il marchese Luciano Pilo (che spese quasi 50 milioni di lire per lo
Sporting Battiati, campione regionale juniores, allenato dal grande Armando Algozzino…e mi regalò un
piatto dorato l’11 giugno del 1991 allo Sheraton Hotel con 200 inviatati! Incredibile, ma vero.( E forse fu
causa di divorzio con la moglie?). Ma non è finita, perché lo stesso Sporting Battiati di Pippo Sabini e soci
sfiorò la promozione in serie D per un solo punto dalla capolista Avola (?). Non ci credeva nessuno. Battiati
era diventata il modello da seguire, la società più elegante e costosissima di tutta la Sicilia. Tanto che molti
giocatori catanesi; i gemelli Signorino e l’ala Cultrera (vedi foto!) dell’Armando Picchi di piazza Palestro
seguirono l’allenatore Carmelo Scuderi per giocare a Battiati. Un sonoro schiaffo alle catanesi.
In buona sostanza c’è stato un bellissimo periodo calcistico di altissimo livello delle cittadine pedemontane,
ma anche ci fu una grande Acquapozzillo Acireale, Aciterme, Altair Giarre, Acicatena, Viagrande,
Trecastagni, Kennedy e Audax Poerio di Caltagirone, Milan Club di Paternò, Misterbianco di Pippo
Crisafulli. Oggi tutto questo è scomparso per sempre: i campi di calcio sono completamente abbandonati
(La Carlina di Trecastagni e Nino Todaro di Sant’Agata li Battiat) i e, forse anche, quelli di Nicolosi e Pedara,
all’epoca costati quasi due miliardi di lire……! Peccato davvero.
In allegato la foto del Sant’Agata li Battiati realizzata da Giuseppe Lazzara del Giornale del Sud, revisionata
a colori da Gemini ed IA di Andrea Calareso









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