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I risultati dell’indagine nazionale realizzata da SWG su un campione rappresentativo di insegnanti italiani restituiscono l’immagine di una categoria sempre più consapevole delle proprie responsabilità, ma al tempo stesso preoccupata per la progressiva perdita di autorevolezza, autonomia professionale e riconoscimento sociale.
Tra i dati emersi colpisce che circa due docenti su tre ritengano necessario un modello di governance scolastica maggiormente collegiale e partecipato, mentre oltre l’80% considera opportuno un contratto distinto e specifico per la professione docente, riconoscendone peculiarità, responsabilità educative e funzione sociale.
Particolarmente significativo appare inoltre il dato relativo al rapporto scuola-famiglia: quasi tre insegnanti su quattro ritengono necessario definire confini più chiari per tutelare l’autonomia professionale del docente e garantire il corretto equilibrio educativo tra istituzioni scolastiche e famiglie.
Non meno rilevante risulta la crescente percezione di una svalutazione della professione attraverso sistemi premiali e percorsi formativi spesso percepiti come meri strumenti di accumulo di titoli, con il rischio di indebolire la qualità dell’insegnamento e il prestigio sociale della funzione docente.
Questi dati non dovrebbero essere interpretati come semplici rivendicazioni sindacali, bensì come il segnale di un disagio più profondo che attraversa il mondo della scuola italiana.
Anche nel territorio catanese emerge con frequenza una crescente pressione burocratica sui docenti, una conflittualità sempre più marcata nei rapporti scuola-famiglia, episodi di delegittimazione professionale e una generale percezione di scarso riconoscimento del lavoro svolto quotidianamente nelle classi.
Negli ultimi anni agli insegnanti sono state attribuite responsabilità sempre maggiori: inclusione, contrasto alla dispersione scolastica, educazione civica, innovazione digitale, sicurezza, orientamento, gestione di situazioni sociali complesse. Tuttavia, tale ampliamento delle funzioni non sempre è stato accompagnato da un adeguato riconoscimento economico, professionale e sociale.
La scuola continua a reggersi, troppo spesso, sul senso di responsabilità, sulla disponibilità personale e sul sacrificio silenzioso di migliaia di docenti.
È necessario aprire una riflessione seria sul futuro della professione insegnante: restituire dignità al ruolo docente significa tutelare il diritto degli studenti ad una scuola autorevole, stabile e di qualità.
I dati emersi dall’indagine rappresentano dunque un invito alla politica, alle istituzioni e all’opinione pubblica ad ascoltare con maggiore attenzione la voce di chi opera ogni giorno nelle aule scolastiche.
Temi come la progressiva perdita di autorevolezza della figura docente, l’aumento delle responsabilità, la burocratizzazione del lavoro scolastico e il crescente senso di solitudine professionale accompagnano da anni il dibattito sindacale e rappresentano questioni sulle quali, personalmente, ho ritenuto necessario intervenire non soltanto attraverso l’attività sindacale, ma anche mediante la scrittura e la riflessione pubblica.
Chi vive la scuola quotidianamente sa bene che difendere la dignità della professione docente non significa tutelare una categoria, ma difendere il valore stesso dell’istruzione e il futuro della società.
Quando una società smette di tutelare i propri insegnanti, lentamente inizia a svalutare anche il proprio futuro.










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