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La lettera del presidente del Catania fc Rosario Pelligra fa molto riflettere per diversi motivi. Io mi permetto di scriverle proprio alla vigilia della sua conferenza stampa a Torre del Grifo, che riapre le porte dopo il fallimento del Calcio Catania 1946.
Primo: secondo lei a Catania non è successo nulla di grave! Solamente tre anni buttati al vento e 40 milioni investiti in un progetto che ha portato in bacheca solo una Coppa Italia di categoria e tre bocciature ai playoff e dunque senza aver ottenuto un bel niente! Boh? Sul piano sportivo neanche un giovane catanese messo in evidenza, neanche un settore giovanile di giovani speranze, perché non li conosce nessuno (tranne coloro che sono direttamente interessati per vari motivi…) e, soprattutto, neanche una parola sul lavoro svolto dall’allenatore Marco Biagianti, che il prossimo anno potrebbe
far parte dello staff dell’Atalanta (ma sarà cosi?).
Insomma, tre anni senza aver realizzato nemmeno un piccolo sogno.
Secondo: confermare Grella per l’ottimo lavoro svolto (!?)… Cosa <great work>? Ma siamo sicuri? No, non lo credo. Io penso che sia solamente una… grande amicizia, e nulla di più.
Ha dimostrato parecchi limiti nella gestione della società e del progetto sportivo (eclatante l'errore di esonerare Toscano per Viali a 6 giornate dalla fine per poi richiamarlo precipitosamente). Troppi calciatori maturi e contratti extra large, senza parlare poi dei 6 allenatori che si sono succeduti sulla panchina etnea e i 3 direttori sportivi. Onestamente è sembrata una programmazione improvvisata, senza certezze e senza autorevolezza (spogliatoio che ha richiamato a gran voce Toscano dicrendo “no” a Viali).
Riconfermare Grella non è stato un gesto che la tifoseria ha gradito, quella stessa tifoseria che in 4 stagioni ha staccato complessivamente poco meno di 55 mila abbonati !!!
Grella, oltre a essere schivo, peraltro non ha mai realmente legato con l'ambiente, con il territorio, e da quando è al Catania si contano nella 4 stagioni meno di una decina di conferenze stampa.
Il buon direttore Umberto Teghini da dieci anni mi conferma quale suo collaboratore preferito, però non l’ho deluso mai, altrimenti anche il “director” di Salastampa mi avrebbe fatto fare un bel volo d’Icaro! O, no?
Terzo: ma chi ha fatto i contratti a questi giocatori? Non so francamente, però, qui ci vuole un Pietro Lo Monaco nuovo di zecca, che a spada tratta, con lo scudo e l’elmo sia in grado di andare in Argentina, Brasile, Dortmund, ma anche a Canicattini, San Pietro Clarenza e Aci Sant’Antonio. Come faceva Lui. Caro presidente, i contratti di lavoro (Lei lo sa benissimo…) vanno controllati uno ad uno, esaminati, valutati, e poi firmati. Invece, nel Catania, mi pare, mi sembra che nessuno si sia preso la briga di leggere attentamente le date di nascita, il valore del giocatore, i video filmati degli stessi atleti da contrattualizzare.
Lei, sicuramente, è in buona fede. Si, ne siamo sicuri. E’ sincero e devoto alla causa rossazzurra, però, mi perdoni, manca in Lei un pizzico di Massimino, la furbizia di Marcoccio, le capacità politiche di Salvatore Coco, la simpatia di Angelo Attaguile, insomma quel “certo non so che” che rende immortali i Rivera, i Mazzola, i Baggio, i Totti, i Berlusconi (calcisticamente parlando…) e tanti altri come loro.
In buona sostanza abbiamo una grande fiducia in Lei, perché è una brava persona, sincera, affidabile, seria, ma,purtroppo, nel mondo del calcio d’oggi ci vuole il pugno duro, la forza delle idee, il coraggio delle decisioni irrevocabili, e, soprattutto, dovrebbe trasferirsi e magari vivere a Catania! Cosa impossibile, perché il suo lavoro lo porta a girare mezzo mondo!
Domanda: c’è qualche imprenditore catanese che vorrebbe collaborare con Pelligra? C’è qualche politico di rilievo che vuole avvicinarsi alla Storia del Calcio Rossazzurro? E, soprattutto, ci sono ancora quei gruppi che volevano rilevare il fallito Catania 46?
Ai posteri l’ardua sentenza. Che la tua festa, c’anco tardi a venir, non ti sia grave.










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