Operazione anticrimine. Vasta operazione antimafia della Polizia di Stato nelle prime ore della notte a Catania, dove oltre 200 agenti sono entrati in azione per colpire un clan mafioso locale.
L’imponente dispositivo operativo vede impegnati gli uomini della Squadra Mobile di Catania, coordinati dal Servizio Centrale Operativo, con il supporto dei Reparti Prevenzione Crimine, delle unità cinofile, degli operatori della Polizia Scientifica e di un elicottero del Reparto Volo di Palermo.
L’operazione ha interessato diverse zone della città e dell’hinterland catanese, dove sono state eseguite esecuzioni di numerosi provvedimenti cautelari di natura custodiale emessi dal Gip di Catania, su richiesta della Procura Distrettuale.
La portata del blitz evidenzia un’importante offensiva investigativa contro la criminalità organizzata etnea. Secondo la Procura emergono “gravi indizi a carico degli indagati, a vario titolo, per i reati di associazione mafiosa, clan dei Carcagnusi, finalizzata al traffico di stupefacenti e tentato omicidio”.
Le indagini scaturiscono dalle verifiche su un trafficante di cocaina che, insieme allo zio, gestiva lo smercio di stupefacenti “attraverso una struttura organizzata”, sottolineano gli inquirenti. Dalle intercettazioni emergono i contatti del trafficante, ritenuto affiliato al clan Mazzei.
La famiglia mafiosa si conferma egemone a San Cristoforo, in particolare in via Belfiore, nella zona nota come ‘Traforo’.
Coinvolti nello specifico la figlia del boss Santo Mazzei, Simona Concetta Mazzei, e i nipoti Matteo Mazzei e Cristian Marletta Intravai, ritenuti esponenti della famiglia mafiosa. Tra gli altri indagati legati da vincoli di sangue con il boss figurano gli altri nipoti, l’omonimo Santo Mazzei e Filippo Intravaia L’uomo di fiducia della famiglia sarebbe, sulla base degli indizi raccolti, Carmelo Grasso, che sarebbe stato operativo sul territorio con compiti di gestione anche del traffico di stupefacenti.
Gli investigatori hanno documentato l'utilizzo di vere e proprie "case di spaccio", appartamenti protetti da barriere e sistemi di videosorveglianza installati per ostacolare eventuali controlli delle forze dell'ordine. Nel corso dell'inchiesta è stato inoltre ricostruito un tentato omicidio avvenuto il 19 agosto 2024 in viale Bummacaro. La vittima sarebbe un parente di appartenenti al clan Cappello-Bonaccorsi, storica organizzazione rivale nel panorama criminale catanese.
Tra gli elementi più rilevanti emersi durante le indagini figurano i sequestri di droga e armi. In un garage del quartiere Picanello gli agenti hanno rinvenuto due fucili Kalashnikov, una mitragliatrice Skorpion, diverse pistole e un consistente quantitativo di stupefacenti: circa 11 chilogrammi di hashish, 190 grammi di cocaina e 48 chilogrammi di marijuana.
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