
Gli operatori della formazione professionale in sicilia:10 anni di crisi e una dignità da riconquistare Gli operatori della formazione professionale in Sicilia sono figure chiave del sistema di istruzione e lavoro regionale.
Negli anni hanno affrontato sfide durissime: ritardi nei pagamenti, discontinuità lavorativa, soprusi da parte degli enti. La situazione è precipitata con la chiusura di molti enti storici per mancato accreditamento e assenza di bando. Da un giorno all’altro, circa 10000 persone si sono ritrovate fuori dal mercato del lavoro, senza tutele e spesso senza reddito per mantenere dignitosamente la propria famiglia.
Una condizione così estrema che ha portato alcuni colleghi a gesti disperati. Dopo quasi 10 anni, la Regione Siciliana ha avviato un intervento di riqualificazione affidato a Formez PA, con il fine di essere ricollocati. Il percorso ha coinvolto una platea che, nel tempo, si è ridotta da 10000 a circa 500 operatori in tutto il bacino siciliano. Il percorso è durato nove mesi, con lezioni sincrone, asincrone e tre mesi di tirocinio presso strutture pubbliche come Comuni e Liberi Consorzi e in aziende private.
Ad oggi dopo un investimento pubblico di 10 milioni di euro, soldi pubblici impiegati per riqualificare gli ultimi formatori rimasti, non sono bastati a chiudere il cerchio. Nonostante questi operatori appartengano ad un albo regionale e nonostante vi siano tre Leggi regionali a loro tutela, ancora oggi si vive nell’incertezza.
Quindi si chiede al Governo siciliano di andare avanti. Il percorso va completato: dopo i soldi spesi e la formazione fatta, va restitutai dignità lavorativa, restituendo il lavoro.









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