Si è chiusa come noto la corsa alle candidature per rilevare la maggioranza della Sac. Alle 23:59 del 15 giugno sono pervenute 14 manifestazioni di interesse da operatori nazionali e internazionali, un numero che la stessa Sac legge come conferma dell’attrattività del sistema aeroportuale che gestisce gli scali di Catania e Comiso. La procedura lo ricordiamo punta alla cessione di una quota di maggioranza pari ad almeno il 51% del capitale sociale.
Stiamo parlando asset strategici più rilevanti del Mezzogiorno, con oltre 12,5 milioni di passeggeri l’anno, concessione fino al 2049 e ricavi che nel 2025 hanno superato i 110 milioni di euro.
Quattordici soggetti, tra cui, secondo quanto si apprende, player del settore aeroportuale nazionale ed internazionale, hanno ritenuto lo scalo etneo un’opportunità industriale degna di attenzione. Nella stessa giornata di lunedì si è tenuta l’assemblea dei soci, che ha messo a punto le regole di governance destinate a restare in capo alla componente pubblica anche dopo il perfezionamento dell’operazione. Un passaggio non secondario, che rivela come la parte pubblica abbia voluto blindare alcuni presidi prima ancora di aprire la porta ai privati.
A breve avvio della fase istruttoria: verifica dunque ella documentazione e dei requisiti, quindi selezione dei soggetti ammessi alla seconda fase. Tempi e modalità del prosieguo verranno comunicati, assicura Sac, nel rispetto dei principi di trasparenza e parità di trattamento.
Non tutti d'accordo, MPA in testa
Ma il percorso verso la privatizzazione non è mai stato privo di attriti. Sul piano politico, il Movimento per l’Autonomia-Grande Sicilia ha espresso con continuità riserve sull’operazione, sollevando il tema della tutela degli interessi pubblici e del controllo strategico su un’infrastruttura che movimenta milioni di passeggeri l’anno e che rappresenta un nodo cruciale per l’economia turistica dell’isola.
Il gruppo consiliare catanese, composto da Orazio Grasso, Bruno Brucchieri e Simona Latino, ha presentato un ordine del giorno al Consiglio Comunale straordinario dedicato alla privatizzazione SAC, chiedendo che qualsiasi cessione sia subordinata a condizioni stringenti: attuazione integrale del Masterplan aeroportuale, tutela dei livelli occupazionali, valorizzazione dello scalo di Comiso, opere compensative per la città di Catania e clausole vincolanti sugli investimenti per l’intera durata della concessione.
Perplessità analoghe sono arrivate dal Movimento 5 Stelle, dal senatore del Pd Antonio Nicita e da alcune voci del territorio Siracusano, preoccupate per le possibili ricadute sulla gerarchia aeroportuale regionale e sul destino dello scalo di Comiso, storicamente il più esposto alle logiche di mercato.










.png)











.jpeg)
.jpeg)




.jpeg)
-(1).jpeg)
