
Uno dei luoghi storici più belli di Catania agli inizi del ‘900 è sempre stato il “Passiatore”, quel tratto
panoramico meraviglioso che va dalla Stazione centrale fino a piazza dei Martiri. Il primo estimatore e
propugnatore di questo “afflato di odor di mare e di treni fumanti” fu il grande prosindaco di Catania on.
Giuseppe De Felice Giuffrida, che, per fare bella figura con i fondatori del Partito Socialista Italiano Filippo
Turati ed Anna Kuliscioff, portò entrambi una domenica mattina ad ivi passeggiare ed incontrare “udite-
udite” i nobili (tanto odiati… per modo di dire) barone Asmundo Calatabiano, principessa Grimaldi, famiglia
di San Giuliano, barone Scammacca, Gabriello Carnazza e famiglia, nonché una miriade di bambine con la
bicicletta! Ma c’erano anche le bambine che giocavano al saltello, con il cerchio, mentre i bambini più
monelli giocavano con un pezzo di stoffa a mo’ di pallone!
Incredibile, una società di proletari, nobili, borghesi, contadini, operai dello zolfo, manifatturieri del
tabacco, principi e duchesse tutti insieme a passeggiare al Passiatore (altro che pista ciclabile…). Era un
mondo nuovo alla ricerca di una vera identità. Non ci credete?
Ma la cosa più interessante, ma con risvolti non sempre idilliaci, era la presenza dello scrittore Giovanni
Verga con la sua cara amica (?) Dina Castellazzi di Sordevolo, soliti a passeggiare al “Passiatore” per
prendere un po’ d’aria visto che a Catania nell’estate del 1904 pare che ci siano stati ben 38°gradi e il
bravo Verga faceva alloggiare Dina di Sordevolo proprio in piazza dei Martiri, dove c’era l’albergo
“Continental”, considerato molto discreto e ben lontano da via Sant’Anna 8, casa del Verga!
Insomma, il passeggiare lentamente, il discutere di politica o di letteratura, il fremere di entusiasmo per il
socialismo democratico di De Felice, il condurre la propria famiglia in quel luogo non era una semplice
passeggiata, ma un rito propiziatorio per un vivere bene, lontani dal rumore delle carrozze, che pur si
affollavano davanti alla stazione, respirare aria di mare, la vista del Porto, gustare un sorbetto al limone o un tè freddo in uno di quei piccoli bar, era la “vera” Catania, la più bella città d’Italia, gli uomini più ingegnosi di grande talento, gli artisti, i poeti, i politici seri e sinceri, insomma un “Passiatore” che rimarrà imperituro ricordo di una
Catania ormai scomparsa per sempre. Purtroppo.
foto originale delle Ferrovie Italiane
Nella foto il Passiatore tratto da Youtube










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