
Orazio Vasta
Gli invasi sono stracolmi d'acqua, ma, nonostante ciò a Cammarata, nell'Agrigentino, i rubinetti a secco hanno costretto i titolari di due caseifici a sospendere l'attività.
Dai social tuona Domenico Mangiapane, titolare dell’omonima azienda zootecnica - celebre per i formaggi da vacche rosse, presidio Slow Food: "L’acqua è un bene primario, ma non per tutti a Cammarata. E’ inaccettabile che aziende del territorio debbano morire perché le autorità competenti non sono in grado di garantire un servizio essenziale e vitale. L’agricoltura e la zootecnia stanno morendo nell’indifferenza generale, e questo non è solo il fallimento di un’azienda, è il fallimento di un intero sistema politico e gestionale. Chi aveva il dovere di agire, non l’ha fatto”.
Nelle stesse condizioni del caseificio di Mangiapane, si trova il caseificio Martorana, costretto alla sospensione temporanea dell'attività. La situazione fortemente critica è stata generata dai pesanti ritardi nelle forniture idriche, con turnazioni assurde, ritardi dovuti inizialmente dalla mancata erogazione da parte di Siciliacque.
A questo si è aggiunto un guasto alla condotta gestita dal Consorzio di Bonifica.
Il comune di Cammarata è intervenuto con due autobotti del Comune da 11.000 e 6.000 litri, a cui si sono aggiunte un’autobotte da 8.000 litri del Comune di San Giovanni Gemini, due autobotti del Consorzio di Bonifica Sicilia Occidentale da 11.000 e 8.000 litri, e un’autobotte da 14.000 litri della Protezione Civile regionale.
Insomma, nonostante gli invasi siano pieni d'acqua, a Cammarata come in tanti altri comuni della Sicilia misteriosamente i rubinetti sono a secco e scatta l'emergenza idrica!










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