
«Credo che Catania finalmente possa davvero diventare la Milano del Sud». La frase del ministro Adolfo Urso, pronunciata proprio nel capoluogo etneo davanti alla centesima assemblea pubblica di Confindustria Catania, non è solo un omaggio alla città, perchè è un'etichetta che il capoluogo etneo di è portata dietro negli Anni 60 e70. Oggi appare come una sintesi politica e industriale di una strategia: fare della Sicilia non più un terminale periferico, ma una piattaforma europea nel Mediterraneo.
Il ministro per le Imprese e il made in Italy lega il salto di qualità a un nodo preciso: l’aeroporto. Catania, ha sottolineato, «potrà disporre di un aeroporto internazionale che con gli investimenti privati può giungere a competere anche con gli aeroporti di Milano».
Il messaggio è chiaro: infrastrutture, capitali e vocazione geografica possono cambiare la gerarchia economica dell’isola.
Nella visione di Urso, la Sicilia ha davanti un ruolo che supera il perimetro regionale. «La Sicilia può diventare la piattaforma logistica aeroportuale dell’Europa nel Mediterraneo», ribadisce il ministro. Una piattaforma capace di attrarre «sempre più turisti e investitori stranieri» e di consolidare anche la filiera della tecnologia green, settore nel quale, ricorda, l’Isola «ha una leadership europea».
È il punto di contatto tra industria, turismo e transizione energetica. Dunque una traiettoria che il governo nazionale e quello regionale vogliono presentare come già avviata. Catania, in questa cornice, diventa il laboratorio principale: aeroporto, microelettronica, energia, logistica e manifattura avanzata si tengono nello stesso disegno.


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