
di Alfio Franco Vinci
Senza andare a disturbare John Milton che nel 1667 scrisse Lost Paradise, il paradiso perduto, da cui furono poi tratti altri racconti e film, l’esperienza di trovarsi in un paradiso perduto, non è da augurare a nessuno.
Quando nel 1991, 35 anni fa, incominciai a trascorrere le Estati a Letoianni, ero felice di aver trovato una località di villeggiatura a mare, pulita, tranquilla, ordinata, dove i nostri figli potevano uscire tranquillamente la sera, e, se per caso, qualcuno diventava troppo “ spiritoso “, c’era sempre chi li intercettava, compresa la pattuglia appiedata dei carabinieri della locale stazione, e ne raffreddava i bollenti spiriti.
Nel tempo questa sensazione di” buen ritiro“, si è sempre più affievolita, nonostante le puntuali ordinanze emesse dal sindaco, che nessuno fa rispettare, ma che, agli atti risulta “adempiente“.
Il 2 agosto dello scorso anno, su queste stesse pagine, raccontavo la brutta esperienza di essere stato pesantemente insultato e minacciato per aver osato rimproverare un gruppetto di seminudi e tatuati, che spadroneggiavano in pieno giorno sul lungomare, entrando e uscendo dai negozi.
Concludevo che non mi sarei arreso alla inciviltà in continua crescita, ma forse mi sbagliavo.
Il Sindaco - Alessandro Costa - fa quello che può con i pochi uomini di cui dispone;
le ordinanze ci sono, ma sono lettera morta.
Ieri sera, lunedì 22 giugno, intorno alle 21 e fino alle 23, un noto locale del lungomare, produceva musica a volume talmente alto, da impedire la conversazione ai clienti seduti ai tavoli del ristorante a fianco.
Impossibile richiedere qualsiasi intervento.
Alle ore 22 è iniziato il passaggio di scooter, con due persone in sella, senza casco, che impennavano a tutto gas.
Anche per questo nessun intervento.
Meno male che la bandiera blu, di cui si fregia il paese, riguarda solo il mare, altrimenti ben altra bandiera dovrebbe spettare.
Peccato.
Un paradiso perduto.










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