
di Turi Scollo *
Ritoniamo sulla finale del Mondiale americano, con l'analisi tattica della sfida fra Spagna (4-3-3) e Argentina (4-4-2), finita col successo spagnolo per 1-0, con la rete segnata da Ferran Torres al 106simo. Un successo meritato, al di là del risultato.
L'Argentina di Scaloni in fase difensiva si abbassava spesso formando un 5 4 1, con Messi che rimaneva piu’ alto e Julian Alvarez impegnato nel primo pressing.
Fase di possesso Spagna
La Spagna di Luis de la Fuente cercava sempre superiorità numerica Rodri si abbassava tra i centrali, i terzini salivano immediatamente, Pedri occupava il mezzo spazio sinistro, Olmo quello destro.
L’obiettivo era attrarre la pressione Argentina e poi liberare
Yamal o Nico Williams sull’esterno.
Occupazione degli spazi
La Spagna occupava perfettamente i cinque corridoi, obbligando la difesa argentina ad allargarsi.
Quando Romero andava su Oyarzabal si apriva spazio dietro.
Pressing Spagnolo
Gli inneschi principali:
Retropassaggio al portiere
Controllo orientato verso la linea laterale
In questi casi partivano contemporaneamente :
Oyarzabal sul centrale
Yamal sul terzino
Williams sull’altro lato
Pedri in marcatura preventiva (Argentina spesso costretta al
lancio lungo).
Messi in realtà ha ricevuto pochi palloni, la Spagna ha saputo costruire
una gabbia.
Messi riceveva con poco tempo, poco spazio, sempre con almeno due avversari vicini.
Rodri intercettava molte linee di passaggio.
Cubarsi usciva solo quando necessario, nessun difensore rompeva la linea senza copertura.
Argentina in possesso
Quando l’Argentina recuperava palla, la fase di possesso doveva essere De Paul , Messi , Alvarez.
La Spagna pero’ recuperava rapidamente.
Messi riceveva spesso spalle alla porta oltre i 40 metri
Con Rodri che lo pressava, questo ha ridotto l’efficacia delle
transizioni.
Lamine Yamal
L’Argentina aveva preparato raddoppi, ogni ricezione precedeva due difensori limitando l’uno contro uno, ma liberando spazio per Pedri e Dani Olmo tra le linee.
Rodri: il migliore in campo in possesso sempre disponibile ,
pochissimi palloni persi , cambi di gioco precisi, controllando
il ritmo.
In fase di non possesso: intercettava , copriva in preventiva ,
leggeva bene le seconde palle , grande cognizione posizionale.
Cubarsi: grande personalità i punti di forza come anticipo ,
pulizia tecnica, postura del corpo lettura delle linee di
passaggio, gestione dell’uno contro uno.
Ha raramente forzato l’anticipo, preferendo accompagnare gli
attaccanti e indirizzarli verso zone meno pericolose.
*mental coach









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