di Alfio Franco Vinci
Prevenire è meglio che reprimere non ha il blasone di un antico brocardo del diritto romano, ma, e’ un’idea chiave nel diritto, nella sicurezza sociale e nella vita di tutti i giorni .
Dal 31 ottobre 2022 con D.L. Numero 162, che ha introdotto l’articolo 434bis del Codice penale, ha inoltre forza di legge penale che consente alle forze di polizia di intervenire per evitare un pericolo e per proteggere persone e cose, prima che subiscano offese e distruzioni.
L’articolo 109 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (TULPS) impone l’obbligo di registrazione di chi alloggia nei campeggi e l’invio entro 6 ore (per i soggiorni brevi),dei documenti dell’alloggiato alle autorità di polizia.
Il recente decreto del 14 luglio 2026, introduce la facoltà di fermo preventivo in caso di pericolo attuale e concreto, legato a circostanze di tempo, di luogo, anche in occasione di manifestazioni pubbliche.
Ciò premesso, poiché pare che i” 700 “pacifici manifestanti“ NO TAV alloggiassero in un regolare campeggio (VENAUS), dove si sarebbe svolto la manifestazione NO TAV ALTA FELICITÀ, che senso hanno i posti di blocco per individuare, A POSTERIORI, i manifestanti, quando i loro nomi dovevano trovarsi già da giovedì sera nei computer della polizia?
Perché l’art 434 bis CP non è stato utilizzato?
Perché il Decreto 14 luglio 2026, che prevede il fermo preventivo, non ha trovato applicazione?
Perché non sono stati rafforzati i controlli alle frontiere, non fosse altro per controllare se nei bagagli le persone avessero mantelli neri?
Il Governo appena insediato nell’ottobre 2022,ha dato vita al decreto prevenzione modificando il Codice penale , con il nuovo articolo 434bis.
Il Governo con decreto del 14 luglio 2026, e’tornato sul problema introducendo il fermo preventivo.
Cosa non ha funzionato?
Qualcosa come 124 (tanti sono, e sono tanti, anzi TROPPI) agenti feriti non possono essere vittime di violenti organizzati e di catene di comando che, evidentemente, non hanno funzionato.
Bene hanno fatto il capo del Governo ed il ministro degli Interni ad portarsi sul luogo dell’accaduto, ma non basta.
Qualcuno, pur avendo strumenti a disposizione, non ha operato compiutamente.
Se un cittadino comune sbaglia. Paga.
La misura è colma.
Se non si condividono le nuove norme di questo governo; se si
ha paura di applicarle; ci si FACCIA DA PARTE.


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