E’ cambiato il vento in seno al Catania Footbal Club. Lo si nota subito dalle dichiarazioni dei dirigenti (molte poche in verità…), dal fatto che il vice presidente Grella è diventato direttore sportivo e fa parte anche, in un colpo solo, della Lega Serie C, del numero ridotto degli abbonamenti che nello stesso periodo l’anno scorso sfioravano le 8.000 tessere (!) , ma, soprattutto, il nuovo allenatore Longo non ha fatto mai proclami, né peana, né ha espresso giudizi definitivi su questo o quel giocatore. In buona sostanza la “forma mentis” di tutto lo staff è mutata, trasformata, levigata sul mare dei ricordi, ma con obiettivi minimi: combattere per il vertice senza grilli per la testa…
I vecchi tifosi lo hanno capito subito. Non la si fa a chi da 30 anni frequenta lo stadio Massimino! Sono tutti in attesa di capire, cercare strade nuove, palpeggiare sogni di un tempo perduto, guardare le manovre della società, ascoltare in religioso silenzio le conferenze stampa dirette dalla società stessa, ascoltare tra i pruni e gli sterpi schiocchi dei vari calciatori intervistati: "Sono felice di essere al Catania, darò il massimo
per emergere, faremo di tutto per portare la squadra nel posto che merita…".
Chiaro il concetto? Boh! Sarà, ma ci si aspetta un anno molto duro, fatto di emozioni in caso di alta classifica, ma di grandi mugugni se la squadra a Natale non sarà nei primi tre posti. O no? Il problema è chiaro: quest’anno non ci sono vedette in serie C. I costi sono aumentati in dismisura, una follia calcistica. Cifre enormi per giocatori discreti sono terminati . I tempi delle nostalgie sono finiti per sempre, se si voleva un grande Catania occorrevano nuovi capitali, nuovi soci, nuove tessere in seno alla società.
E adesso? Aspettando Godot! Diceva Berthold Brecht, ma in piazza Spedini si soffre, a Cibali si mormora, in via Stella Polare si cercano i motivi seri di questo <new deal> del Catania. Ma una cosa è certa: se l’allenatore Longo riesce a far giocare la squadra come lui la intende, allora il discorso sarà diverso, statene certi, cari tifosi rossazzurri! Ma c’è un ma grande quanto una casa: se la squadra non ingrana subito in campionato c’è il rischio che non si abboni più nessuno, c’è il rischio che si cominci una contestazione globale già nel mese di ottobre.
Noi preghiamo gli Dei del pallone che il Catania possa essere il “ Pobacar “ della serie C meridionale, che possa, finalmente, esorcizzare tutti i diavoletti cattivi (i cosiddetti cucchi!) e come Ulisse di Nolan possa dopo 5 anni approdare nella sua terra d’origine: la Serie B prima, e la A dopo! Ma, forse, ci vuole un miracolo, e senza chiederlo (more solito…) alla meravigliosa Sant’Agata! Ma sarà così?










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